21 novembre 2019
Aggiornato 12:00
Sciopero stabilimenti Fiat

Fiom: A Mirafiori corteo più grande da quando c'è Marchionne

Airaudo: «Temo un autunno molto difficile»

TORINO - Lo sciopero e il corteo di questa mattina agli stabilimenti Fiat di Mirafiori è «il più grande dal 2003 e da quando c'è Sergio Marchionne». Lo afferma il segretario generale della Fiom, Giorgio Airaudo interpellato telefonicamente sulla protesta indetta dalle Fiom, FIm e Uilm sulla crisi e sui premi variabili.

«L'adesione - spiega Airaudo - è del 90%. Un corteo come quello di questa mattina non si vedeva dal 2003 a Mirafiori, prima di Marchionne. Sulle percentuali di adesione Fiat è sempre molto avara ma il dato fornito oggi, il 39%, è quello storicamente più alto visto che nella manifestazione di Roma nel 2004 riferirono di una partecipazione del 37%. Oggi tutte le linee erano ferme, un migliaio di lavoratori solo dalle carrozzerie ma - sottolinea - c'è stato un corteo interno anche alle presse e alle meccaniche dove si sono interrotti i lavori. Lo sciopero è stato di due ore e si riprenderà questo pomeriggio dalle 16 a 18 con il secondo turno».

GARANZIE STABILIMENTI ITALIANI - «E' uno sciopero molto importante - aggiunge Airaudo - Chiediamo garanzie sulla crisi e Fiat non dà garanzie sugli stabilimenti italiani. A fare da detonatore - spiega - la questione del premio produzione che deve essere pagato a luglio e cioè l'idea che Fiat non voglia pagare premio variabile che si riferisce al 2008, quando la società ha fatto profitti. Lo scorso anno (per il 2007 ndr) furono pagati 1.243 quest'anno ne hanno offerti 500. Per meno di 800 euro - sottolinea - non si può discutere. I lavoratori non ci stanno a pagare due volte la crisi non causata da loro con la perdita dei posti di lavoro e con il taglio del premio».

Tanto più, fa notare, «che quest'anno a Mirafiori sono state fatte 24 settimane di cassa integrazione. Ogni settimana costa ai lavoratori 100 euro netti sono stati perciò persi 2-2500 euro. Se a questo si aggiunge il taglio del premio, il danno economico e materiale è enorme».

«AUTUNNO DIFFICILE» - La reazione dei lavoratori, conclude Airaudo, «è un segnale più generale. Se pensavano che con la crisi se ne sarebbero stati più tranquilli si sbagliavano. Con questo sciopero intendono parlare alla Fiat ma anche al governo e alle imprese perché non si può usare la Fiat per ricattare i lavoratori sul salario. Se non si sostiene il reddito e il posto di lavoro temo un autunno molto difficile».