10 luglio 2020
Aggiornato 01:00

UBS: conti disastrosi primo trimestre, taglierà altri 8.700 posti

Prosegue ritiro fondi clienti dopo ok cooperazione con fisco Usa

ZURIGO - Profondo rosso nei conti di Ubs, la prima banca svizzera, che per i primi tre mesi del 2009 prevede una perdita di quasi 2 miliardi di franchi svizzeri, pari a oltre 1,3 miliardi di euro. Per ridurre le perdite abissali, l'istituto ricorre alle maniere drastiche: entro il 2010 verranno soppressi 8.700 posti. In Svizzera saranno tagliati 2.500 posti di lavoro, di cui circa 1.500 tramite licenziamenti.

Assomiglia a un bollettino di guerra il piano illustrato stamane a Zurigo dai vertici di Ubs in occasione dell'assemblea generale. Ormai nella bufera da mesi - con pesanti conseguenze anche sul segreto bancario svizzero - l'Ubs presenta un conto salato sia dal profilo finanziario, sia dal profilo del personale. La maxi-perdita annunciata prende spunto anche dal contributo negativo pari a un totale di circa 3,9 miliardi causato dalle perdite subite su posizioni a rischio illiquide già note e dagli accantonamenti per i rischi di credito e dagli adeguamenti dei prezzi per le ultime posizioni che sono state trasferite alla Banca nazionale svizzera.

L'istituto rossocrociato ha poi specificato che la sua clientela ha continuato a ritirare fondi dopo la decisione di Ubs di collaborare più strettamente con le autorità fiscali internazionali, a partire da quelle Usa, sul nodo dell'evasione. Per la divisione Wealth Management & Swiss Bank si è verificato infatti un deflusso netto di circa 23 miliardi di franchi che si è verificato, ha spiegato la banca in un comunicato, «a seguito della divulgazione dell'accordo con le autorità statunitensi relativo alle indagini sui servizi bancari transnazionali con i clienti statunitensi».

All' inizio del mese, il nuovo presidente Oswald Grübel si era rivolto in un messaggio di posta elettronica ai dipendenti per comunicare che era necessario ridurre i costi, anche a livello di personale, «senza tabù». Detto fatto. Ubs ha anche annunciato il prossimo abbandono delle attività non promettenti e ad alto rischio. Per le persone che non avranno più un lavoro è previsto un piano sociale, anche se la riduzione di posti di lavoro viene definita «purtroppo inevitabile». Lo scorso anno Ubs aveva già soppresso 1500 impieghi in Svizzera. «La via del ritorno al successo sarà lunga - ha detto il nuovo presidente Oswald Grübel - e non dobbiamo aspettarci soluzioni a breve termine. Dobbiamo invece, passo per passo, affrontare il futuro in modo realistico, coerente e disciplinato».