20 giugno 2019
Aggiornato 21:00
Tra le grandi opere, la parte del leone la fa il Ponte sullo stretto di Messina

Grandi opere per 17,8 miliardi, i primi cantieri da giugno

Dal Cipe è arrivato il via libera a 17,8 miliardi di euro per le infrastrutture

ROMA - Il governo punta sulle grandi opere per il rilancio dell'economia. Dal Cipe è arrivato il via libera a 17,8 miliardi di euro per le infrastrutture: 16,6 miliardi alle grandi opere, 1 miliardo di euro all'edilizia scolastica e 200 milioni a quella carceraria. Tra le grandi opere, la parte del leone la fa il Ponte sullo stretto di Messina al quale sono destinati 1,3 miliardi di euro per l'avvio dei lavori. La posa della prima pietra del Ponte non ci sarà prima del 2010, mentre per le altre opere l'obiettivo del governo è di cantierarle da giugno e comunque entro il 2009.

Per il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, grazie alla decisione del Cipe ci sarà un «aumento del pil pari allo 0,7%» e la «possibilità di potenziare complessivamente in tutta Italia 140mila posti di lavoro». E poi «c'è il Ponte che per noi è una priorità e finalmente parte». Matteoli ha precisato che i 17,8 miliardi sono una prima tranche di interventi del programma triennale che prevede opere per 44 miliardi. Plaudono i costruttori che tuttavia ricordano che le uniche opere che «possono salvare già quest'anno centinaia di migliaia di posti di lavoro sono quelle piccole e medie immediatamente cantierabili».

Critica la Cgil che parla di una decisione «nel solco della politica degli annunci delle grandi opere rinunciando, nei fatti, a mettere in campo l'immediata apertura di cantieri che avrebbero il pregio di aiutare l'economia». Sotto accusa anche il calcolo sulle risorse: «molto inferiori» a quelle «realmente disponibili». Legambiente 'salva' solo il miliardo per l'edilizia scolastica. Per il resto, l'associazione ambientalista attacca: «quasi tutti fondi per opere faraoniche, assolutamente inutili per rispondere efficacemente alla crisi». Legambiente ricorda inoltre che il piano finanziario del Ponte che doveva garantire le risorse private «è ancora tutto da scrivere».