17 ottobre 2019
Aggiornato 07:30
Quote latte

Politi incontra gli allevatori ai presidi di Carmagnola e Pegognaga

Ribadito il forte impegno della Cia, mobilitata sull’intero territorio nazionale per la modifica sostanziale del decreto legge predisposto dal ministro Zaia

«Il decreto legge sulle quote latte è incettabile e deve essere sostanzialmente modificato durante l’iter parlamentare. Se ciò non avvenisse siamo pronti a ricorrere, insieme alla Regioni che hanno già annunciato ricorsi, e chiederemo il risarcimento dei danni subito dai produttori«. Cosi sì espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori che, oggi, ha portato la solidarietà dell’Organizzazione agli allevatori piemontesi e lombardi che, da giorni, hanno organizzato presidi a Carmagnola (Torino), ai bordi dell’autostrada Torino-Savona, e a Pegognaga (Mantova), nei pressi dell’autostrada per il Brennero, dove partecipano centinaia di produttori con decine di trattori.

Al presidio piemontese, Politi -accompagnato dal presidente della Cia del Piemonte Roberto Ercole e dal vicepresidente regionale Lodovico Actis Perinetto- ha sottolineato che «il decreto predisposto dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia deve essere modificato in molte sue parti, proprio per garantire i produttori che hanno rispettato le regole, i quali, altrimenti, verrebbero penalizzati in modo che giudichiamo assurdo. Sono, quindi, legittime le proteste, che condividiamo e sosteniamo, degli allevatori».

Anche agli allevatori del presidio di Pegognaga, organizzato in collaborazione con la Confagricoltura, Politi -accompagnato dal presidente della Cia Lombardia Mario Lanzi e dal presidente della Cia di Mantova Elisabetta Poloni- ha ripetuto che la Confederazione è fortemente mobilitata affinché s’introducano correzioni efficaci in grado di dare risposte agli allevatori, garantendone il futuro.

Il presidente della Cia ha ribadito le proposte della Confederazione che sono state illustrate alla commissione Agricoltura del Senato, dove è iniziato l’esame del decreto, e che sono state sottoposte anche all’attenzione dei vari gruppi parlamentari. «Tra le nostre richieste -ha ricordato Politi- c’è, soprattutto, quella di un adeguato finanziamento del Fondo di intervento riservato agli allevatori che hanno investito nell’acquisto di quote. Nel decreto non c’è traccia dei 500 milioni di euro che il ministro aveva annunciato. Per noi, invece, è indispensabile che queste risorse vengano individuate e rese operative».

Politi ha elencato le altre proposte della Cia. Ha sostenuto, in particolare, che gli allevatori che aderiscono alla rateizzazione devono rinunciare ai contenziosi giudiziari, come per altro già prevede la legge 119, che va modificata l’attuale proposta di assegnazione della quota, garantendo, dopo i produttori che hanno avuto la quota b tagliata, gli affittuari di quota e che bisogna prevedere che venga assegnata l’intera quota b e non quella prodotta nella campagna scorsa.
Secondo il presidente della Cia, è necessario, inoltre, abrogare la franchigia del 5 per cento della quantità splafonata, in quanto non sembra equo non considerare chi si è impegnato a mantenere il proprio aumento di quota nei limiti fisiologici, e va modificato l’attuale meccanismo di rateizzazione, introducendo una norma che preveda che l’assegnazione di nuova quota faccia partire il pagamento del debito in modo tempestivo.

Allo stesso modo va anche abrogato l’articolato che -ha rimarcato il presidente della Cia- prevede già nella campagna in corso, cioè in modo retroattivo, la restituzione del prelievo pagato in eccesso anche ai produttori non titolari di quota ed a quelli che abbiano superato il 100 per cento del proprio quantitativo di riferimento individuale.
Infine, Politi ha sottolineato l’esigenza che venga introdotta, già in sede di decreto, la normativa della revoca di quota senza attendere un «regolamento da adottare», come ora previsto, e che siano valutate possibilità di assegnazione di quota per tutte le Regioni italiane, in relazione a possibili categorie di allevatori o di aree da sviluppare.
Oltre ai presidi di Carmagnola e di Pegognaga, la mobilitazione della Cia contro il decreto legge sulle quote latte si è tradotta in molte iniziative che si sono svolte in questi giorni in diverse zone: in Lombardia (Brescia e Cremona), in Emilia Romagna (Parma), in Veneto (Venezia), in Friuli Venezia-Giulia.
Una protesta che avrà il suo apice giovedì prossimo 26 febbraio con il sit-in promosso dalla Cia a Roma, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, dove è prevista la partecipazione di oltre mille produttori.