29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
Economia

Sartor: «Dobbiamo creare nella nostra regione un territorio dove le imprese trovino davvero sostegno»

Della figura degli imprenditori del futuro si è discusso durante la giornata di studio dal titolo “Le vie della buona impresa e della buona economia” promossa dalla Summer School nell’ex convento di San Francesco, a Conegliano

Cambiamenti importanti hanno caratterizzato l’economia veneta e la società in questi ultimi decenni. Soprattutto per l’accelerata crescita degli scambi internazionali e per una estesa redistribuzione dei mercati di produzione e di commercializzazione sia dei beni, sia dei servizi. Con una inevitabile riorganizzazione, in chiave globalizzata, dei processi produttivi e commerciali e con rinnovate sfide in termini di definizione del vantaggio competitivo.

Della figura degli imprenditori del futuro si è discusso durante la giornata di studio dal titolo «Le vie della buona impresa e della buona economia» promossa dalla Summer School nell’ex convento di San Francesco, a Conegliano. I lavori sono stati aperti dall’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor, che ha subito evidenziato come si sono radicalmente modificate due fra le condizioni che hanno costituito in passato la base del vantaggio competitivo del sistema veneto: la dimensione dell’arena concorrenziale e la qualità materiale dei manufatti sono state, infatti, sostituite dalla globalizzazione dei mercati e dalla smaterializzazione dei prodotti. «Nell’attuale contesto di mutazioni non dobbiamo sopravvivere, bensì - ha detto l’assessore- cavalcare possibilità e opportunità. Occorre stimolare una imprenditorialità diffusa sul territorio, ma pure favorire la crescita di imprenditori capaci di diventare leader nei vari settori. Si deve partire dalla funzione che l’impresa ha acquisito con una crescente consapevolezza: cioè la responsabilità sociale.»

Da qui arriva l’esigenza da parte degli organismi pubblici nazionali e sovranazionali di intervenire attivamente nella emanazione di principi e di direttive che favoriscano un comportamento socialmente responsabile da parte delle imprese. «Etica e business - ha ricordato Vendemiano Sartor - devono essere ritenuti due aspetti sinergici e integrati nella gestione aziendale, mentre cinque sono i settori fondamentali di azione: i codici di condotta, le norme di gestione, la contabilità e l’audit, le etichette sociali, l’investimento socialmente consapevole.» Uno dei problemi aperti che dovrà affrontare l’economia veneta è costituito proprio dalla necessità di adottare un modello di crescita maggiormente sostenibile che migliori le infrastrutture esistenti, che stimoli la ricerca e l'innovazione, che formi capitale umano, che valorizzi il patrimonio storico, artistico ed ambientale, che dia avvio a una cultura della crescita e della integrazione sociale. Per l’assessore la volontà di rafforzare la coesione sociale e la trasparenza dei processi decisionali in ordine all'allocazione delle risorse e alla distribuzione della ricchezza «non può prescindere dall’incentivazione degli strumenti afferenti la responsabilità sociale di impresa.» A conclusione l’assessore ha ribadito che la Regione del Veneto è impegnata nello stimolare le imprese a conseguire certificazioni di qualità in tema etico, sociale e ambientale; nella promozione dell’utilizzo di risorse rinnovabili per la produzione di energia e nell’incentivazione del risparmio e l’efficienza energetica negli insediamenti; nella valorizzazione di forme associative di impresa, quali la cooperazione; nel sostegno delle attività delle imprese e delle organizzazioni di commercio equo solidale; nell’avvio di progetti distrettuali tra gruppi di imprese; nell’utilizzo di servizi innovativi nel campo della finanza, degli approvvigionamenti, del marketing, dell’informazione e della ricerca; nella stesura di un programma operativo regionale in materia di passaggio generazionale.