5 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Spazio sugli scaffali della grande distribuzione ai prodotti locali

Marini: «Bene Berlusconi su cibi locali in supermercati»

Apprezzamento per l’iniziativa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di «sostenere spazi di vendita nei supermercati gestiti dai produttori»

Stiamo sostenendo con impegno la necessità di dare spazio sugli scaffali della grande distribuzione ai prodotti locali e di stagione per ottimizzare il rapporto prezzo e qualità ma anche di contenere i costi energetici ed ambientali a carico ai prodotti importati da lunghe distanze. E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per l’iniziativa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di «sostenere spazi di vendita nei supermercati gestiti dai produttori» e di mettere in atto «una campagna che sensibilizzi ad acquistare prodotti italiani» e anche «interventi per accorciare la filiera della produzione» annunciata alla trasmissione Porta a Porta.

I costi elevati del petrolio - ha sottolineato il presidente della Coldiretti - ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno mentre oggi è necessario favorire la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi. Negli Stati Uniti le grandi catene come Val Mart e Whole Foods stanno incentivando la vendita di prodotti locali mentre l’Italia - ha precisato - è in forte ritardo nonostante i primati produttivi e qualitativi nell’offerta agroalimentare nazionale: dalla frutta e verdura al vino, dal biologico ai prodotti tipici.

In Italia l’86 per cento delle merci viaggia su strada ed è stato stimato che un pasto medio - continua la Coldiretti - percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali. La Coldiretti ha promosso il progetto a chilometri zero per favorire il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti prima di giungere sulle tavole. E dal Veneto alla Calabria le amministrazioni regionali si sono attivate con l’approvazione quest'estate di leggi a favore dei cibi a «chilometri zero», promosse con la raccolta di firme dalla Coldiretti, che sanciscono la preferenza ai prodotti locali in mense, ristoranti e grande distribuzione per combattere i rincari dovuti all'aumento del costo dei trasporti e l'impatto sul clima provocato all'inquinamento con l'emissione di gas serra dei mezzi di trasporto.

La Coldiretti sta lavorando a una strategia per semplificare e razionalizzare la filiera per rispondere alle esigenze degli agricoltori e nell'interesse dei consumatori che richiede la fattiva e necessaria partecipazione del sistema della trasformazione artigianale e industriale e della piccola e grande distribuzione. «Vogliamo affrontare l'emergenza inflazione - precisa il presidente della Coldiretti - con un piano che vede il coinvolgimento, oltre che delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari, di CoopColdiretti e del sistema dei farmers market. Il nostro progetto, che intendiamo condividere con il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia - conclude Sergio Marini - vuole essere l'impegno concreto di Coldiretti per il rilancio dei consumi e il contenimento dell'inflazione legata all'alimentare nel nostro Paese».