15 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Inaugurazione centrale a Civitavecchia

Legambiente: «Stop al carbone per il rispetto degli accordi internazionali di riduzione della CO2»

«Il carbone resta in assoluto il combustibile fossile con le più elevate emissioni di anidride carbonica»

«E’ assolutamente incoerente e anacronistico considerare il carbone la chiave di volta della politica energetica italiana quando siamo tra i paesi che arrancano di più nel ridurre le emissioni di CO2 per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Il carbone resta in assoluto il combustibile fossile con le più elevate emissioni di anidride carbonica per kilowattora prodotto e la nuova centrale di Torrevaldaliga Nord con i suoi 10 milioni di tonnellate di CO2 annui peserà non poco sul già disastrato quadro delle emissioni nazionali. Il Governo abbandoni dunque l’idea di puntare sul carbone perché allontanerà l’Italia dalle scelte europee che si prefiggono un taglio alle emissioni del 20% entro il 2020, costringendo la collettività a pagare pesanti sanzioni».

Così il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati in una nota congiunta ribadiscono il dissenso dell’associazione, presente oggi a Civitavecchia per l’inaugurazione della centrale di Torrevaldaliga Nord, sulla riconversione a carbone di una parte del parco termoelettrico italiano.

«La strada che dovrebbe seguire l’Italia – continuano Cogliati Dezza e Parlati - è quella di un sistema energetico distribuito, fondato sul risparmio e l’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili riducendo progressivamente l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica, fino al suo completo abbandono, e riconvertendo a gas naturale le centrali termoelettriche che oggi utilizzano gli altri combustibili fossili. Solo in questo modo il nostro Paese potrà dare il suo contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, i cui catastrofici effetti sull’ambiente e sull’economia mondiale sono ormai confermati da fonti più che autorevoli».

Legambiente ricorda che le 12 centrali italiane che utilizzano il carbone contribuiscono solo per il 14% alla produzione elettrica nazionale a fronte di una emissione di anidride carbonica pari al 30% del totale del settore elettrico, con un trend in continua crescita. Se nel 2005 il totale di CO2 emessa dalle centrali a carbone ammontava a 41,6 milioni di tonnellate, nel 2007 si è arrivati a 42,5 milioni di tonnellate, nonostante i limiti imposti dalla direttiva europea sull’Emission trading (ETS).