22 ottobre 2021
Aggiornato 00:00
Sanità e Finanziaria

I Sindacati dei Medici annunciano mobilitazione in autunno

«No alle norme punitive per i camici bianchi contenute nella finanziaria»

I sindacati dei medici e veterinari del Servizio sanitario nazionale bocciano le «norme punitive per i camici bianchi» contenute nel testo appena approvato alla Camera. «Alcune indicazioni rischiano di sottrarre ai cittadini il diritto alla qualità e alla sicurezza della cure», mentre il disegno generale che si delinea è quello di un «sistema povero per poveri».

Questo quanto sottolineato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa dalle 8 sigle sindacali, Anaao Assomed, Cimo Asmd, Civemp, Federazione Cisl Medici, Federazione Medici Uil Fpl, Fesmed, Fp Cgil Medici, Umsped che hanno annunciato oltre a 3 giorni di sciopero a ottobre, un'pacchetto' di proteste a partire dall'autunno: il blocco degli straordinari; stretto rispetto dell'orario di lavoro; ricorsi a Corte europea, Tar e Corte costituzionale su alcune disposizioni della manovra, in particolare sul diritto al riposo previsto della normativa europea. Le organizzazioni sindacali criticano, in particolare, la riduzione del finanziamento al Fondo sanitario nazionale a fronte della crescita dell'inflazione e dell'aumento delle risorse destinate alla sanità negli altri Paesi Ocse. Ci sono poi le difficoltà, soprattutto per quanto riguarda l'accantonamento delle risorse necessarie, per il rinnovo del contratto collettivo nazionale scaduto da tre anni. Contestata anche la cosiddetta 'rottamazione dei primari', che permette ai direttori generali di avere mano libera sui contratti per chi ha raggiunto i 40 anni di contributi previdenziali. Non piacciono, inoltre, le indicazioni generiche e frammentarie sulla riduzione dei posti letto e la cancellazione del diritto alle 11 ore di riposo ogni 24 e del limite nell'orario settimanale. Norma, quest'ultima, tra le più contestate perché «mette a rischio anche la sicurezza dei pazienti e la qualità del servizio».

Questo «in pratica si traduce - sottolinea Giuseppe Garraffo, segretario nazionale Cisl medici - nel fatto che, dopo un'intera notte di lavoro, il medico non è più obbligato ad andare a casa e, se è necessaria, una sostituzione può farla». E se si tratta di un chirurgo dovrà operare, anche se le condizioni psico-fisiche non sono 'ottimali'.