14 agosto 2020
Aggiornato 03:30
Francia

Addio ad Albert Uderzo, il padre di Asterix

Aveva 92 anni, è stato stroncato da un infarto nel sonno. Insieme a René Goscinny creò la celebre striscia di fumetti. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso: ma il suo personaggio vivrà per sempre

Addio ad Albert Uderzo, il padre di Asterix
Addio ad Albert Uderzo, il padre di Asterix ANSA

PARIGI - Con Albert Uderzo, scomparso all'età di 92 anni a Neuilly, in Francia - nessun legame con il coronavirus - se ne va l'altra metà dell'équipe creativa che nel 1959 lanciò la serie fumettistica francese più famosa nel mondo, «Asterix». In realtà, come ricorda il quotidiano francese le Monde, Uderzo - disegnatore, mentre René Goscinny era l'autore di testi - ha sempre ammesso di preferire Obelix al suo più minuto e celebre compagno, sia perché aveva inventato lui il personaggio quando Goscinny ancora non era entrato in scena, sia perché riteneva che gli assomigliasse.

Come Obelix, Uderzo non aveva infatti un temperamento facile, era risentito per un riconoscimento artistico che a suo dire gli veniva negato. Malgrado Asterix abbia venduto nel mondo ben di più del Tintin del belga Hergé, quest'ultimo aveva incassato - postumo, va detto - gli elogi della critica mondiale nel cinquantennale della nascita del personaggio era stato celebrato internazionalmente in pompa magna.

Di fatto, era indignato dall'essere accostato alla «scuola belga» dei fumettisti degli anni Sessanta, esponenti della «ligne claire» di cui Hergé era maestro: «Ho imparato a disegnare dagli americani, non ho nulla di belga», ribatteva - né, malgrado le origini (i genitori erano di La Spezia ed erano emigrati in Francia nel 1923), di italiano.

Anche la sua decisione di continuare a disegnare Asterix dopo la morte di Goscinny, nel lontano 1977, era stata contestata, come se il suo ruolo fosse stato quello di un mero esecutore grafico al servizio dei testi del collega.

Una decisione che aveva avuto anche un pesante strascico giudiziario e familiare - finito fortunatamente con una riconciliazione - con la figlia Sylvie, che nel 2011 aveva intentato causa contro ignoti per un presunto sfruttamento di un'altrettanto presunta debolezza paterna allo scopo di accaparrarsi la sua fortuna: due anni dopo era arrivata una prima sentenza di non luogo a procedere nella quale a Uderzo veniva riconosciuta «piena capacità di assumere le proprie decisioni», sentenza contro la quale Sylvie Uderzo aveva presentato ricorso, infine respinto.

A loro volta Albert Uderzo e la moglie Ada avevano denunciato la figlia e il genero Bernard de Choisy per «violenze psicologiche», accusandoli di aver intentato molteplici cause giudiziarie «prive di ogni fondamento. Di fatto, Sylvie Uderzo era stata allontanata dall'azienda paterna, la Albert René, perché in disaccordo con la firma di un contratto che prevedeva la vendita di azioni alla casa editicie Hachette: ciò avrebbe permesso a quest'ultima di continuare a pubblicare Asterix utilizzando altri disegnatori o sceneggiatori come è poi accaduto effettivamente.

Al centro della vicenda vi era in realtà il patrimonio finanziario legato allo sfruttamento dei diritti relativi ad Asterix (che oltre ai fumetti veri e propri comprendono vari film e un parco a tema): si tratta del fumetto francese più venduto al mondo, con 352 milioni di copie vendute (contro i poco più di 270 milioni di Tintin, avrebbe aggiunto Uderzo) in 111 fra lingue e dialetti.