2 ottobre 2020
Aggiornato 01:00
Società

Capodanno cinese, il 2020 è l'anno del topo. Ma cosa pensano gli italiani dei topolini?

Il 25 gennaio si celebra il Capodanno cinese e questa data segna l’ingresso nel segno del Topo di metallo: secondo l’oroscopo, un segno di ottimismo e buoni sentimenti ma nella realtà tutto cambia

Un roditore
Un roditore Pixabay

L’anno del Topo di metallo: è questo il primo dei 12 segni zodiacali cinesi in cui siamo entrati il 25 gennaio. E anche se siamo già lontani dai festeggiamenti di inizio anno, sono in arrivo i festeggiamenti per il Capodanno cinese. Da qualche anno, infatti, questa festività è diventata un’attrazione anche in Italia: le comunità cinesi che vivono nel nostro Paese organizzano eventi con veri e propri spettacoli di suoni e colori e l’oroscopo orientale attira la curiosità di molti con i suoi segni zodiacali ispirati al mondo animale.

Secondo l’astrologia cinese un ciclo astrologico completo dura 60 anni e ogni anno è associato a un segno zodiacale, combinato con uno dei cinque elementi (metallo, legno, acqua, fuoco e terra). Topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, pecora, scimmia, gallo, cane, maiale: ogni segno - proprio come accade nell’astrologia occidentale - è associato a caratteristiche, inclinazioni e sentimenti.

L'anno del topo

Il 2020 è quindi l’Anno del Topo, che si prospetta molto fortunato per i nati sotto questo segno che si ripete ogni 12 anni. Sono persone argute, gentili e versatili, ma soprattutto piene di risorse e capaci di stupire. In generale chi è nato nell'anno del Topo è molto intuitivo e reattivo, sa adattarsi sempre alle nuove situazioni, ha una ricca immaginazione, è curioso ed è un acuto osservatore. I Topi sono persone molto piacevoli, buoni amici e ottimi colleghi di lavoro. Così come il loro animale, chi è del segno del Topo ama vivere la notte e dormire fino a tardi.

Si tratta quindi di un segno che suscita sentimenti positivi, e anche nell’immaginario collettivo il topo è di solito percepito come un animale dall’animo buono, spesso costretto a diventare furbi e scaltri per difendersi dagli attacchi di coinquilini malintenzionati. Se però ci allontaniamo dal mondo dell’astrologia e guardiamo alla realtà, la situazione cambia secondo quanto emerge da una ricerca che Rentokil, leader mondiale in servizi di disinfestazione e derattizzazione, ha commissionato a Doxa per indagare come gli italiani si rapportino agli infestanti, roditori inclusi.

Sintomo di scarsa igiene

La ricerca conferma, infatti, proprio la mancanza di simpatia nei confronti dei roditori: 3 italiani su 4 infatti identificano la presenza di ratti e topi come sinonimo di scarsa igiene e il 70% pensa che i roditori possano trasmettere malattie e infezioni.

Dall’indagine, inoltre, emerge come ‘incontri ravvicinati’ con questi infestanti possano capitare anche in ambienti insospettabili come gli uffici: il 14% del campione ha affermato di aver visto almeno una volta ratti o topi nel proprio luogo di lavoro, una percentuale apparentemente poco rilevante, ma che proiettata all’universo di riferimento porterebbe a stimare che circa 5 milioni di persone hanno avuto dei nuovi ‘colleghi’ indesiderati.