18 agosto 2018
Aggiornato 14:30

Oscar 2018, 4 nomination per l'italiano Luca Guadagnino

«Chiamami col tuo nome» è l'ultima fatica del regista italiano in lizza anche nella categoria più prestigiosa degli Oscar: miglior film
Luca Guadagnino
Luca Guadagnino (ANSA)

ROMA – Dopo anni di assenze un film italiano è finalmente candidato agli Oscar 2018. Era dai tempi de «La vita è bella» che un titolo del nostro paese non entrava nella categoria più prestigiosa degli Oscar: miglior film. Ora tocca a Luca Guadagnino tentare l’impresa; il suo «Chiamami col tuo nome» ha conquistato la critica internazionale, ottenendo altre tre nomination: miglior canzone originale, miglior attrice, migliore sceneggiatura non originale. In lizza per la statuetta più importante ci sono anche «Three billboards outside Ebbing Missouri», già vincitore dei Golden Globe, «The Shape of Water», «Leone d'Oro» a Venezia. E ancora «Darkest hour», «Dunkirk», «Get out», «Lady bird», «Phantom thread» e «The Post».

Contro il primo della classe
Guadagnino con il suo film, nelle sale dal 25 gennaio, dovrà inoltre vedersela con pezzi da novanta dell'industria del cinema, il prossimo 4 marzo al Dolby Theatre, primo fra tutti un fuori classe come «La forma dell'acqua» di Guillermo Del Toro, già vincitore del Leone d'oro a Venezia e favorito ora con 13 nomination.

La storia
Chiamami col tuo nome è il racconto di un amore tra ragazzi, d'estate. Adattato dal romanzo di André Aciman, racconta con grazia il formarsi della passione tra lo studente diciassettenne Elio e il venticinquenne assistente di suo padre, studioso di antichità, svagatamente interpretato da Michael Stuhlbarg. Un padre così comprensivo da consolare il figlio, turbato dalla partenza dell'amato, rivelandogli che anche lui era arrivato «tanto così» a quel passo. Ma i tabù di un tempo l'avevano dissuaso. «Ti invidio», dice il padre a Elio, facendogli capire quanto egli sia privilegiato, a vivere in un mondo libero dai pregiudizi. Né mamma (Amira Casar), per adesso sa nulla... Guadagnino, che ha studiato con la teorica del gender Judith Butler, fa fare un passo avanti ai diritti gay, anche se lui e i suoi attori affermano che il loro non è un film gay, ma una generica storia d'amore (quella pesca succosa penetrata col dito violento e quel chinarsi di lui sul grembo di lui, fanno pensare diversamente).