28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Salute donna

Ictus e rischio di attacco cardiaco più gravi poco prima della menopausa

Le donne possono essere a maggior rischio di ictus, malattie cardiache e diabete durante la perimenopausa (o premenopausa), gli anni che precedono la menopausa. I risultati di uno studio pubblicato sul Journal of American Heart Association

STATI UNITI – Gli scienziati dell’Università della Virginia mettono in guardia le donne che si trovano nella cosiddetta fase di perimenopausa, o premenopausa, poiché questo periodo che precede l’entrata in menopausa pare sia a più grande e serio rischio di ictus e infarto del miocardio – o attacco cardiaco.

Prima o dopo?
Uno dei rischi cui maggiormente possono essere esposte le donne in post menopausa è lo sviluppo della sindrome metabolica (un insieme di fattori di rischio cardiovascolare e altre malattie metaboliche). «Precedenti ricerche hanno dimostrato che, dopo la menopausa, le donne erano molto più a rischio per la sindrome metabolica rispetto a prima che la menopausa fosse iniziata – spiega in un comunicato Mark DeBoer, professore associato di endocrinologia pediatrica presso l’Università della Virginia – Questo ultimo studio indica che l’aumento del rischio osservato in precedenza può essere correlato più ai cambiamenti che avvengono quando le donne stanno per andare in menopausa e meno ai cambiamenti che avvengono dopo la menopausa».

Lo studio
Per questo studio, pubblicato sul Journal of American Heart Association, i ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di 1.750 donne sono in precedenza passate attraverso i cambiamenti della menopausa nel corso di un periodo di 10 anni e che facevano parte dell’Atherosclerosis Risk in Communities Study, una revisione a livello nazionale che studia le cause e gli effetti dell’indurimento delle arterie. Dai dati raccolti dall’American Heart Association, le malattie cardiache e l’ictus sono responsabili di un terzo delle morti nelle donne americane ogni anno, mentre il 90% delle donne svilupperà uno o più fattori di rischio per entrambe le malattie durante la loro vita.

Prevenire il peggio
A conclusione dello studio, i ricercatori si augurano che questi risultati possano indurre gli operatori sanitari a prendere in considerazione questi fattori di rischio, e che si premurino di consigliare alle loro pazienti cambiamenti nello stile di vita per ridurre il rischio di malattia. «Certo, si potrebbe sostenere che tutti noi dovremmo mangiare meglio e fare un adeguato esercizio fisico – commenta DeBoer – Questo è sicuramente vero, ma gli anni di transizione verso la menopausa possono rappresentare un ‘momento d’insegnamento’, quando i pazienti sono particolarmente ricettivi a imparare e mettere in pratica abitudini sane che possono fare la differenza nel loro rischio di malattie cardiovascolari».