13 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Aveva appena compiuto 69 anni

David Bowie è morto, il re del glam rock aveva 69 anni

Se n'è andato dopo una lotta di un anno e mezzo contro il cancro. Appena qualche giorno fa era uscito il suo nuovo album "Blackstar", una reinvenzione tra jazz sperimentale e new wave

LONDRA - E' morto a 69 anni appena compiuti David Bowie, leggenda della musica, inventore del glam rock, personaggio trasgressivo, sulla scena da cinque decenni. Il cantante britannico, nato a Brixton, sobborgo di Londra, come David Robert Jones l'8 gennaio 1947, è morto ieri «in pace» dopo una «coraggiosa lotta di 18 mesi» con il cancro. L'annuncio sulla sua pagina Facebook: «David Bowie è morto in pace oggi circondato dai suoi familiari dopo una coraggiosa lotta di 18 mesi contro il cancro. Se molti di voi condivideranno il lutto, vi chiediamo di rispettare la privacy della famiglia» si legge sul post datato ieri. Proprio venerdì è uscito il suo ultimo album, Blackstar, solo sette canzoni, un ritorno accolto con favore dalla critica, in cui il Duca Bianco si reinventava, ancora una volta, tra jazz sperimentale e new wave.

Una carriera incredibile
Da anni circolavano voci sulla salute di Bowie. La sua ultima performance dal vivo risale al 2006 quando si esibì con Alicia Keys per uno spettacolo di beneficenza a New York. Il primo successo del ragazzo londinese dagli occhi bicolori, che nel 1966 cambiò il suo nome in David Bowie è «Space Oddity», del 1969, ma la fama mondiale arrivò con l'invenzione del personaggio dell'alieno androgino di Ziggy Stardust. Poi decenni sulla cresta dell'onda, con hit mondiali come Let's Dance, Heroes, Under Pressure, Rebel, Rebel, Life on Mars ae Suffragette City. Ma Bowie ebbe anche una carriera cinematografica, iniziata come l'alieno che cerca aiuto per il suo pianeta morente ne «l'uomo che cadde sulla Terra» di Nicolas Roeg del 1976. Comparve anche nell'ultimo film di Marlene Dietrich, Gigolo, del 1978, e recitò la parte di Ponzio Pilato ne L'ultima tentazione di Cristo, di Martin Scorsese nel 1988.