19 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Expo 2015

L'Albero della Vita resterà ad Expo

L'Albero della Vita farà sempre parte dell'area Expo anche dopo la sua chiusura e, insieme a Palazzo Italia e Padiglione Zero costituiranno i simboli permanenti dell'Esposizione Universale Milanese

MILANO - L'Esposizione universale chiude il 31 ottobre, ma Palazzo Italia, l'Albero della vita e Padiglione Zero, i simboli dell'Expo milanese, rimarranno per una eventuale riapertura al pubblico tra aprile e maggio 2016. Lo ha annunciato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, in una conferenza stampa dedicata all'Albero della vita a Expo.

L'alberò della vita rivivrà in primavera
«Troveremo il modo di farli vivere», assicura il ministro Sala. Il presidente di Expo e commissario del Padiglione Italia, Diana Bracco, nel corso della stessa conferenza stampa dice di apprezzare «molto che si vada in questa direzione». Dal 1° novembre, tutti i padiglioni esistenti verranno smantellati «Palazzo Italia e l’Albero della Vita diventeranno un pezzo di storia dell’Italia – continua Diana Bracco - sono ricordi dell’Expo che vogliamo tenere e sono un tutt’uno: noi nel padiglione iniziamo la narrazione del Paese che ha il suo grande finale nell’albero. Le due cose non possono vivere separate».

Il nuovo impiego dell'area
Il nuovo utilizzo dell’area di 1,1 milioni di metri quadri in una nuova veste ancora tutta da pianificare, dovrebbe essere svelata dal premier Matteo Renzi il prossimo 10 novembre. Rimane in piedi l’ipotesi della città universitaria targata «Statale», ma un appuntamento è già fissato. La prima porzione del sito espositivo sarà occupata dalla Triennale: dal 2 aprile 2016, per sei mesi, si svolgerà qui la ventunesima Esposizione internazionale d’arte che avrà come tema «Il design dopo il design».

L'albero della vita esportato nel mondo
Trapela ovunque grande soddisfazione per il successo generale dell’Esposizione Universale e per l’interesse particolare suscitato dall’idea di fondo, dal concept e dalle tecnologie usate per la realizzazione dell’Albero della Vita. Un successo che è diventato planetario, tanto che in diversi Paesi hanno richiesto dei modelli simili, che richiamino nella tecnologia e nella parte artistica il «fratello italiano». «Ce lo chiedono dalla Cina, dai Paesi del Golfo e da uno dei Paesi «stan» (come Kazakistan e Uzbekistan ad esempio) - ha spiegato l’ideatore, Marco Balich - e noi esporteremo nel mondo il saper fare italiano e la creatività».