20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Il film-satira su Kim Jong Un che fa arrabbiare la Corea

Sonyleaks: incasso record per «The Interview»

Pyongyang ha fatto di tutto per evitare l'uscita del film, ma la Sony è andata dritta per la sua strada. E l'incasso (solo online) è da capogiro

NEW YORK - Stati Uniti vs Corea del Nord 1 a 0, palla al centro. Per ora l'ha scampata Washington nella battaglia sul caso «The Interview», la commedia satirica firmata Sony Pictures sull'uccisione del leader nordcoreano Kim Jong Un, che ha provocato un maxi attacco hacker che ha fatto di tutto per impedirne l'uscita. Invece la pellicola è uscita e ha incassato 15 milioni di dollari in quattro giorni solo con le vendite digitali, diventando il film di maggiore successo distribuito online dalla major. Se a questi si aggiungono i circa 2,8 milioni di dollari incassati con la proiezione in un numero limitato di cinema il giorno di Natale, Sony ha quasi recuperato in toto i 44 milioni spesi per la produzione del film. Insomma, un Natale col botto come si suol dire.

LE ACCUSE - Sony ne aveva cancellato l'uscita il 17 dicembre cedendo alle minacce dei terroristi, ma aveva poi cambiato idea anche a causa delle pressioni della Casa Bianca. La Corea del Nord, che ha respinto le accuse di hackeraggio, ha criticato aspramente il film definendolo «disonesto e reazionario, che ferisce la dignità della guida suprema della Repubblica democratica popolare di Corea e istiga il terrorismo» e tacciando il presidente Barack Obama di essere una «scimmia nella giungla» per la sua «sconsideratezza». Pyongyang ha accusato Washington di aver privato la Corea del Nord delle sue connessioni Internet e di aver «collegato, senza fondamento, l’attacco di pirati informatici contro la Sony Pictures Entertainment alla Corea del Nord».