21 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Musica italiana

«Un piccolo Natale in più», il nuovo disco di Baglioni

Il cantautore interpreta 26 versioni, originali e inedite, di altrettanti grandi classici del Natale. In un racconto in cui si fondono tre voci - narrazione, musica e immagini - concepito, suonato e registrato in un'ambientazione volutamente anni '50

MILANO - Il nuovo disco di Claudio Baglioni ha a che fare con la festività forse più amata e attesa dell'anno, il Natale. Si intitola «Un piccolo Natale in più» e si può definire come una sorta di viaggio musicale in tutto il mondo seguendo questo filo conduttore. Nel disco, da ieri nei negozi e nei digital store, il cantautore interpreta 26 versioni, originali e inedite, di altrettanti grandi classici del Natale. In un racconto in cui si fondono tre voci - narrazione, musica e immagini - concepito, suonato e registrato in un'ambientazione volutamente anni '50.

La scrittura è rappresentata da un racconto breve, autobiografico, evocato dalla voce di un bambino della periferia romana che si affaccia al Natale. La musica è concretizzata da 26 brani senza tempo in cui Bach, Schubert, Mendelsshon o Gounod, si ritrovano accanto a Irving Berlin, Felix Bernard, Ralph Blane o Mel Tormè. In più un booklet di 28 immagini (in bianco e nero e a colori, firmate dai fotografi Alessandro Dobici e Carmine Di Giandomenico) con scorci di Roma e paesaggi innevati e sognanti.

Tra i brani cantati, pezzi del repertorio americano degli anni '30 e '40: «Un piccolo Natale in più» («Have yourself a merry little Christmas»), «Il paese bianco di magia» («Winter Wonderland»), «Viene giù» («Let it snow, let it snow, let it snow»), «The Christmas song», «Santa Claus is coming to town» e «White Christmas». O anche canti natalizi tradizionali in lingua originale: «Navidad Nuestra» (spagnolo), «Rocking Carol» (ceco), «Stille Nacht» (tedesco) «Gabriel's Message» (basco) e «Cantique de Noël» (francese).

Presenti anche due Ave Maria: quella scritta da Gounod sul Preludio No. 1 in Do maggiore di Bach e quella di Schubert. Non mancano infine due tra i pezzi più conosciuti e cantati di sempre: «Jingle Bells» e «Tu scendi dalle stelle», l'unico brano interamente italiano, scritto nella metà del '700 da Sant'Alfonso Maria de Liguori.

«Un piccolo Natale in più» è un progetto personale che sfrutta tre linguaggi espressivi: la scrittura, nel racconto autobiografico «Il mio Piccolo Natale in più» dove Baglioni racconta il suo Natale da bambino della periferia romana; la musica, attraverso i 26 brani scelti per quasi un'ora e un quarto di musica con gli arrangiamenti e le orchestrazioni di Geoff Westley; e le immagini, un booklet di 28 tra foto in bianco e nero di Alessandro Dobici e colori e segno grafico di Carmine Di Giandomenico, che trasforma gli scorci della Roma di Baglioni in paesaggi innevati, fantastici e sognanti.

Un album che parla del rapporto di un cantautore con la musica più tradizionale, vissuto sin dall'infanzia grazie al Natale: le vacanze natalizie, racconta il cantante, erano infatti l'occasione per ascoltare la grande radio a valvole, fedele compagna delle ore trascorse accanto al camino, più importante per il bambino di allora persino dell'albero e del presepe.

«L'aspettavo tutto l'anno - scrive Baglioni - come solo i bambini sanno aspettare i sogni. Non, non parlo dell'albero. Nè dell'albero, nè del presepe, che pure erano bellissimi. Parlo della radio... Ci restavo incollato ore. Mi godevo il tepore, il fluido caldo che irradiava, come il camino dei parenti dell'Umbria e quel fuoco che non potevo portare con me in città».