23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
New York | Mostra fotografica

I mille volti di Cindy Sherman invadono il MoMA

Il 26 febbraio apre retrospettiva dedicata all'artista americana. Lo scorso maggio la sua foto «Untitled #96» del 1981 è stata venduta all'asta da Christie's per 3,89 milioni di dollari, divenendo lo scatto più costoso al mondo

NEW YORK - Lo scorso maggio la sua foto «Untitled #96» del 1981 è stata venduta all'asta da Christie's per 3,89 milioni di dollari, divenendo lo scatto più costoso al mondo. E neppure un anno dopo apre la sua retrospettiva al MoMA: per l'artista americana Cindy Sherman è un momento d'oro. Dal 26 febbraio al 11 giugno il tempio dell'arte contemporanea newyorkese ospita 180 fotografie che tracciano la sua straordinaria carriera, dagli anni Settanta a oggi. Ma la sua opera «è più contemporanea che mai» ha assicurato la curatrice della mostra, Eva Respini.

Nata in New Jersey nel 1954 - Conosciuta in tutto il mondo per i suoi inconfondibili «auto ritratti in maschera», Sherman è considerata tra le più acute interpreti dei processi di costruzione identitaria nella società americana degli ultimi trent'anni. I suoi scatti, tutti provocatoriamente intitolati «Untitled» e differenziati solo da una numerazione, risaltano e sovvertono gli stereotipi, e l'apparente moralismo, che stanno alla base della comunicazione di massa americana.
Nata in New Jersey nel 1954 e cresciuta in una cittadina di provincia nei pressi di Long Island, Sherman lavora, con base nel suo studio newyorkese, completamente sola. Modella e fotografa al tempo stesso, l'artista è anche costumista, truccatrice e direttrice artistica dei suoi set.
«La cosa più importante riguardo le sue opere è che non sono propriamente autoritratti» ha commentato ai microfoni di Msnbc Sarah Evans, docente di storia dell'arte presso la Northern Illinois University. «Sono i ritratti delle immagini che emergono dal nostro mondo. L'artista rispecchia i media, specialmente riguardo la rappresentazione delle donne». «Per questa ragione - ha continuato Evans - molte femministe considerano il suo lavoro come esemplare».