24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Divorzio Berlusconi

Villa Macherio assegnata in usufrutto a Veronica

Parla la paesaggista che ne curò il recupero. La Lario odiava un cavallo di legno gigantesco donato al cavaliere

In prima fila tra quanti si sono doluti per l’avvenuta separazione Berlusconi-Lario c’è l’architetto Patrizia Pozzi, la paesaggista che curò per decenni il recupero della Villa di Macherio, la residenza ex Visconti della quale, stando agli accordi, Veronica ha ottenuto l’usufrutto vita natural durante. La magione venne acquistata nel 1989 dal premier. Progettata nel 1907 dall’architetto Alemagna, era disabitata da decenni.

Nella sua intervista al Corriere l’architetto Pozzi che allora aveva 28 anni racconta di essere rimasta stupita che entrambi i coniugi le chiedessero di conservare senza stravolgere. «Una cosa rara, per chi acquista proprietà del genere-dice- È più comune trovare persone che ti chiedono di eliminare un bosco per farci una pista da elicotteri. Loro erano uniti da una straordinaria attenzione per la natura. Così ho potuto fare un restauro bellissimo, che ho raccolto nel mio libro Landscape design (Electa). Quando siamo arrivati era tutto invaso dalla vegetazione». Dall’89 ad oggi, la paesaggista ha potuto notare i gusti della coppia e le loro differenze: «La signora Veronica ama la biodinamica, tanto che mi fece realizzare un orto dei cui prodotti si serve ancora l’intera famiglia.

Ai tempi lo volle per i bambini, che sono cresciuti in un rapporto stretto con la natura. Le famose caprette, per esempio. Oggi ci giocano i nipotini. Nel parco furono realizzati gli scatti ormai famosi di loro con la mamma. E quelle caprette hanno fatto parte di uno zoo creato accanto all’azienda agricola. Poi, per la grande passione di Eleonora, i cavalli, abbiamo costruito le scuderie». Ovunque, nel parco, si è mantenuto lo spirito originale. Oggi si contano tre serre, il giardino all’italiana con i fondali prospettici, il giardino d’inverno, il ninfeum. E «un gazebo fatto di alberi: una cupola di carpini. La famiglia ci faceva i picnic sul tavolo di marmo che avevamo recuperato». Tra gli immancabili duetti familiari di questa coppia che allora era molto unita e innamorata Patrizia Pozzi ricorda l’idiosincrasia di Veronica per un grande cavallo di legno che era stato regalato a Berlusconi. Lei lo odiava, e così appena poteva lo faceva sparire. E poi le piante. Veronica ama la spontaneità. Lui il contrario: massima linearità, bordure ben potate. Il Cavaliere era molto abile nell’aspetto imprenditoriale: «Avevi un problema? Ecco la sua soluzione immediata. Mentre lei era più sensibile e romantica».
Pozzi ancora ricorda la sera in cui loro due, entusiasti «perché era stato finalmente completato il tetto e non pioveva più dentro, hanno organizzato una grigliata nelle vecchie stalle invitando tutti i fornitori. Ognuno portò un piatto o una bottiglia. Si ballò fino a notte fonda al lume delle candele.