20 luglio 2019
Aggiornato 02:31
Gossip

Chi sta con Veronica? La guerra di «Chi»

L'ex moglie di Silvio Berlusconi ha voluto rispondere pubblicamente agli attacchi del settimanale diretto da Alfonso Signorini. E non gliele ha certo mandate a dire...

MILANO - Veronica Lario merita tutta la nostra solidarietà. In questa sede non ci interessa che sia stata moglie di un ex presidente del Consiglio condannato per frode fiscale e imputato in oltre venti procedimenti giudiziari. Qui vogliamo accendere i riflettori su un caso a dir poco scandaloso: una donna, e nemmeno più personaggio pubblico, denigrata e sbattuta in prima pagina semplicemente perché ha scelto di invecchiare, serenamente. E perché – evidentemente – ha scelto di remare contro alla famiglia sbagliata.

L'ATTACCO DI «CHI» - La macchina del fango è ripartita (a dire la verità non si è mai fermata) e «Chi», giornale di casa Berlusconi, ha sferrato il suo attacco. Le foto che tutti abbiamo visto della Lario e della sua «nuova vita» sono state accompagnate da didascalie e interviste a chirurghi estetici che le consigliavano liposuzioni e «interventi al collo». Il giornale, re indiscusso del gossip «de' noantri», ha pensato bene anche di lanciare una sorta di dibattito sul tema.

LA REPLICA DELLA LARIO - La Lario, che ha dimostrato già in passato la sua forza, non ci sta. Dalle pagine del «Messaggero» ha spiegato che «ci sono tre motivi per cui torno a parlare ad un giornale. Il primo è che considero il servizio di «Chi» un attacco inaccettabile alle donne che, come me, vogliono invecchiare senza assoggettarsi allo stereotipo del giovane a tutti i costi. Ho quasi sessant’anni – continua – non mi curo del mio giro vita o delle rughe sul collo. È un motivo sufficiente per suggerirmi il ricorso al chirurgo estetico? Non sono una figura pubblica, non sono più sposata con un presidente del Consiglio, tra l’altro lui non è più presidente del Consiglio. E quale esempio diamo alle sedicenni che oggi chiedono come regalo di compleanno una liposuzione?”.

VITTIMA DI UN «MISERABILE AGGUATO» - La seconda ragione è che “mi ferisce che il settimanale al quale devo questo miserabile agguato appartenga al mio ex marito. È vero, non sono più una Berlusconi e dunque non ho più diritto alle foto ritoccate, ma stavolta è venuto meno il rispetto per una donna che è comunque la madre dei figli di Silvio Berlusconi”. Terzo motivo, non certo da meno, è che “trovo deontologicamente riprovevole che un medico si permetta consigli non richiesti senza conoscere niente della persona di cui parla. E se fossi ingrassata in seguito a problemi di salute?”. Peccato che Alfonso Signorini, direttore in carica di «Chi», sia sempre attivo alla corte del re, perché potrebbe fare del gossip più libero e divertente. Peccato davvero.