15 dicembre 2018
Aggiornato 14:00

Beltramo intervista Gresini: «Aprilia, che crescita! Ora il nuovo motore»

Anche quest'anno il team manager italiano sarà impegnato in tutte le categorie del Motomondiale. E, nella classe regina, le aspettative sono sempre più elevate

MODENAFausto Gresini, lo vediamo allegro, simpatico, divertente, serenissimo...
Ci proviamo!

...ma è il team manager più impegnato di tutto il Motomondiale, perché la sua squadra corre in Moto3, Moto2 e MotoGP con la Aprilia.
Sì, è vero. Sono molto impegnato, non ci facciamo mancare niente. Però questa è sempre stata la mia vita da sportivo e da appassionato: prima come pilota e oggi come manager. E da scopritore di talenti. Credo che abbiamo fatto un grande lavoro e scritto tante pagine del motociclismo nell'ultimo ventennio.

Quanti anni sono, compresi quelli da pilota?
Questo è il ventiduesimo anno da team manager e ne ho fatti undici da pilota professionista: è una storia importante. La prerogativa è non mollare mai, metterci sempre la faccia. Quando vedo che il grado di attenzione cala un po', faccio qualcosa in più, così mi tengo bello carico.

Obiettivi per questa stagione?
Beh, è abbastanza facile dirlo per la Moto3. Possiamo contare su due fantastici piloti, Jorge Martin e Fabio Di Giannantonio, in grado di lottare sicuramente per il campionato del mondo; su una moto vincente, sviluppata dalla Honda, che può fare grandi risultati; e un team super collaudato. Non ci manca niente: gli ingredienti per una grande stagione ci sono tutti. L'anno scorso abbiamo già ottenuto nove pole, quattordici podi e una vittoria, ma vogliamo migliorarci. Se dicessi che non mi aspetto di vincere, e di lottare per il titolo, sarei un bugiardo. Sappiamo che non siamo gli unici, ma noi saremo tra i pretendenti.

E in Moto2?
La storia è un po' diversa. Facciamo correre Jorge Navarro con una Kalex 2018, migliore rispetto alle 2017. Lo abbiamo fatto debuttare l'anno scorso in questa categoria e portato avanti con fiducia, nonostante i risultati non siano stati così brillanti. Non è stato facile: a un certo punto ha avuto diversi problemi fisici dovuti a cadute, ma io credo che possa fare bene. È giovane, ha talento, ha voglia, è determinato... L'obiettivo iniziale è stare tra i primi dieci, per poi spostarlo e stare tra i primi sei, e magari durante l'anno fare qualche podio. Allora direi che siamo andati bene.

Poi c'è ovviamente la MotoGP, con Aprilia.
È il quarto anno, un anno importante in cui la RS-GP è stata ulteriormente sviluppata. Entrambi i piloti ci hanno dato la certezza che la moto 2018 è già migliore di quella 2017, e questo è un passo avanti fondamentale.

E ancora non si è provato il motore 2018.
Sì, è vero, lo avremo soltanto in Qatar. Sarà sviluppato, avrà un po' più di potenza e magari anche di coppia. Ma oggi in MotoGP la fanno da padrone la guida e l'elettronica. Credo di poter dire che l'Aprilia ha svolto veramente un grande lavoro e che, rispetto all'anno scorso, possiamo migliorare abbastanza. È anche vero che in MotoGP tutti sono ultra competitivi e le moto satellite sono quelle ufficiali dell'anno passato: Ducati, Honda, Yamaha sono concorrenti scomodi con i quali non è facile confrontarsi.

Hai detto che questo sarà il tuo quarto anno con Aprilia, andrete ancora avanti?
Ovviamente stiamo pensando di guardare al futuro insieme, stiamo cercando di programmare i prossimi tre anni. Vediamo: abbiamo iniziato a parlare e da qui a breve lo saprete.