30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
La vigilia del portacolori delle Frecce d'argento

Valtteri Bottas si prepara al momento della verità... giocando a hockey

Una giornata di allenamento sul ghiaccio per il pilota finlandese, prima di fare il suo debutto ufficiale al volante della Mercedes: «Sarà una nuova era per me e per la F1. Una grande opportunità ma anche una sfida: dovrò meritarmela»

MELBOURNE – Per Valtteri Bottas sta per iniziare la stagione della verità: quella che lo vedrà per la prima volta al volante della monoposto campione del mondo, per giunta in un'annata caratterizzata dalla rivoluzione delle regole tecniche. Starà a lui mostrare tutto il suo valore: «Non vedo l'ora di cominciare – commenta alla vigilia il pilota finlandese della Mercedes – Inizia una nuova era sia per la Formula 1, con il cambio di regolamenti, che per me con la Mercedes. Quest'inverno è stato ancor più intenso del solito, perché le auto sono cambiate molto e abbiamo dovuto provare varie componenti. Il lavoro degli ingegneri prima di Melbourne è stato di valutare i dati e capire quali pezzi siano vantaggiosi e come trarre il massimo dal pacchetto che useremo in gara. Sarà una grande sfida per tutti ma specialmente per me: è un sogno far parte del team che ha vinto gli ultimi tre Mondiali. Per me è una grande opportunità, ma anche una sfida: devo dimostrare al team e agli altri di meritarmi il posto. Non ci sono gerarchie in squadra: sarò io a dover ottenere risultati all'altezza della macchina e so di poterlo fare».

Intanto, prima di scendere in pista, Bottas si è preparato con una giornata sul campo da hockey di Melbourne: «Mi sono divertito a giocare a hockey. Da giovane ho praticato questo sport per dieci anni e continuo a seguirlo. Forse un tempo ero più veloce sul campo da hockey, ora lo sono di più in pista. È stato bello vedere che c'è una cultura per questo sport anche in Australia. Anche in F1 ci sono degli appassionati: il mio connazionale Kimi, lo svedese Marcus Ericsson e una volta sono stato sul ghiaccio con Daniil Kvyat. Qualcuno c'è, gli altri non so...».

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