11 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

Milan: ecco la verità tra Yonghong Li e Commisso

La trattativa che dovrebbe portare alla cessione del Milan dal misterioso mr. Li all’imprenditore italoamericano sta vivendo un momento di stand by, ma entro poche ore avremo tutte le risposte

Rocco Commisso, imprenditore interessato all'acquisto del Milan
Rocco Commisso, imprenditore interessato all'acquisto del Milan ANSA

MILANO - Che fine ha fatto Rocco Commisso? La domanda rimbalza sui social a tinte rossoneri con toni tra l’affranto e l’angosciato. Ormai l’uomo d’affari italoamericano è diventato quasi uno di famiglia per i tifosi del Milan, considerato a torto o a ragione una sorta di salvatore della patria, ultimo paladino pronto ad ergersi contro il nemico cinese. E il fatto che non si senta più parlare di lui da diversi giorni rappresenta motivo di inquietudine nel popolo milanista.
E a ragione, dovremmo aggiungere, perchè questo silenzio rumoroso e assordante che ha improvvisamente avvolto la vicenda societaria dell’Ac Milan non sta a nascondere una trattativa che procede spedita nell’ombra, quanto piuttosto un’interruzione totale - e si spera non definitiva - delle comunicazioni tra le parti.

Offerta irrinunciabile
Lo stato dell’arte al momento attuale è il seguente. A fronte della classica offerta che non si può rifiutare - il patron di MediaCom e dei Cosmoso ha messo sul piatto i primi 32 milioni di euro da rimborsare a Elliott, i 380 del debito totale con il fondo di Singer, più 150 milioni da investire subito nel club, lasciando inoltre il 30% del pacchetto azionario all’attuale proprietario del club - Yonghong Li ha fatto spallucce. Per ben tre volte nell’ultimo mese, quando sembrava tutto pronto per la stretta di mano e le firme sul passaggio di consegne tra i due, il misterioso e sfuggente giocatore d’azzardo cinese si è alzato dal tavolo delle trattative e non è più riapparso.

Silenzio dalla Cina
Metaforicamente, ovvio, perchè in realtà Rocco Commisso con il presidente del Milan non ha mai parlato, nè tantomeno l’ha mai incontrato. I due si sono scambiati offerte e controfferte attraverso advisor, intermediari, banche d’affari, etc. etc., senza aver mai il piacere di guardarsi negli occhi. Situazione che nell’imprenditore calabrese, uomo di altri tempi e altri principi, deve aver suscitato una sorta di insofferenza, tanto che la sua ultima richiesta è partita dritta dritta in direzione Hong Kong: «Caro Yonghong Li, vediamoci io e te, da soli, senza studi legali a far da tramite e definiamo questa situazione una volta per tutte».

Non diluizione
Secondo quanto appena riportato dal collega Andrea Montanari per Milano Finanza, la risposta di Yonghong Li sarebbe arrivata attraverso una precisa condizione che il presidente rossonero ha preteso di inserire nel contratto di cessione. Nulla a che vedere con richieste di una somma cash e neppure alla richiesta della percentuale del 25-30% relativo alla permanenza del broker cinese nel capitale della società: «Li Yonghong ha infatti fatto mettere nero su bianco l'opzione della non diluizione futura della sua quota residua, anche in caso di nuovi aumenti di capitale che il club sarà chiamato a deliberare nei prossimi anni. Condizione voluta, per chi attualmente non possiede capitali da reinvestire, che ha così frenato le intenzioni di ogni pretendente al club».
Oggi si sussurra che Yonghong Li sia pronto a spedire i 32 milioni da versare entro il 6 luglio a Elliott, pena la perdita di ogni diritto sul Milan, ma resta da capire se si tratta del solito bluff cinese o della verità. Entro poche ore avremo la risposta.