8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Milan: il grande bluff di Yonghong Li

Commisso, fiducioso in una positiva definizione della trattativa, è pronto a volare a Milano per chiudere le operazioni, ma da Hong Kong il proprietario del Milan sembra intenzionato ad alzare ancora la posta.

Il presidente del Milan Yonghong Li
Il presidente del Milan Yonghong Li ANSA

MILANO - A New York Rocco Commisso sta già preparando i bagagli. La sua segretaria è pronta a prenotare il primo volo per Milano in prima classe a nome dell’imprenditore italoamericano. Si attende solo l’arrivo di una telefonata da un prefisso di Hong Kong, una comunicazione asciutta e sintetica di una sola parola: «Accetto». È questo lo scenario che si sta materializzando sull’asse Italia-Stati Uniti-Cina. Al centro di tutto c’è la cessione del pacchetto azionario dell’Ac Milan dal broker Yonghong Li all’uomo d’affari di origini calabresi Commisso. Il patron del colosso delle telecomunicazioni MediaCom, patrimonio personale valutato attorno ai 4,5 miliardi di euro, ha alzato ulteriormente l’asticella della sua offerta, ha ribadito che oltre questo non è possibile andare ed è convinto che alla fine l’attuale proprietario del Milan accetterà.

Offerta irrinunciabile
Stiamo parlando di una proposta che va ben al di là del reale valore della società rossonera: innanzitutto i 32 milioni anticipati da Elliott qualche giorno fa per l’ultimo aumento di capitale non corrisposto da Yonghong Li; poi la restituzione degli altri 303 milioni di euro prestati sempre dal fondo di Singer alla proprietà cinese (circa 380 milioni considerati gli interessi); e per finire 150 milioni da iniettare subito nelle casse rossonere per le spese di gestione e soprattutto per il mercato. Per un totale di 560 milioni di euro  che Commisso è pronto ad investire, lasciando per altro a Yonghong Li il 30% del pacchetto azionario del club e la possibilità di commercializzare il marchio della società in Cina.

La nuova richiesta
La classica offerta che non si può rifiutare. E invece il giocatore d’azzardo a capo del Milan continua a traccheggiare. Lascia filtrare indiscrezioni secondo cui lui avrebbe trovato i 32 milioni da restituire entro il 6 luglio a Elliott (secondo alcuni attenti osservatori e secondo lo stesso Commisso un clamoroso bluff) e addirittura pare intenzionato a rilanciare ulteriormente chiedendo all’uomo d’affari newyorkese una congrua fetta di cash anche per lo stesso Yonghong Li. Giusto per rientrare parzialmente dei 500 milioni cash investiti nell'acquisto della società.

Il bluff di Yonghong Li
La sensazione è che la situazione non si sbloccherà tanto in fretta. Difficile che Commisso alzi ancora la posta, ancora più difficile che il proprietario del Milan accetti adesso. Molto più probabile invece che porti avanti il suo bluff fino al 6 luglio e a quel punto, qualora non dovesse aver realmente trovato i 32 milioni da versare a Elliott, accettare l’offerta italoamericana. In ogni caso un gioco al massacro per uno dei club più gloriosi al mondo, al centro di una contrattazione umiliante nemmeno fossimo in un suk di Marrakesh, ma soprattutto per i tantissimi milioni di tifosi rossoneri a cui qualcuno alla fine dovrà chiedere scusa.