20 novembre 2019
Aggiornato 05:30

Milan: l’avv. La Scala svela l’amara verità su Yonghong Li

Secondo l’avvocato rappresentante di piccoli azionisti rossoneri, ecco cosa succederà in vista del ricorso al Tas di Losanna.

MILANO - Sono giorni e giorni che dalle colonne del diariodelweb.it continuiamo a ripetere che la vera iattura per i tifosi del Milan è quella di essere finiti nelle mani scivolose ed inesperte di un personaggio che con il calcio italiano e la storia di un club blasonato e prestigioso come quello rossonero non ha nulla da spartire. Avevamo invocato lezioni di storia del calcio per Yonghong Li, con la speranza fosse riuscito a rendersi conto di quale superba ed impegnativa creatura avesse acquistato 14 mesi fa da Silvio Berlusconi. E invece nulla. In via Aldo Rossi si continua a navigare a vista in attesa che il proprietario cinese del Milan prenda finalmente quelle decisioni capaci di cambiare realmente gli scenari milanisti.

Immobilismo
Ad esempio il rifinanziamento del debito con il fondo americano Elliott, secondo l’ad Marco Fassone in fase di definizione da almeno 7-8 mesi e invece ancora drammaticamente bloccato dall’immobilismo di mister Li. Adesso ci risiamo con la questione del nuovo socio. Il patron rossonero sta giocando su più tavoli, questo ormai l’hanno capito anche i muri, e in attesa dell’offerta più conveniente resta tutto in stand by. In questo modo il Milan, si è presentato al confronto-scontro con l’Adjudicatory Chamber dell’Uefa senza poter calare sul tavolo quello che sembrava potesse essere l’unico vero asso nella manica a favore del club: l’ingresso in società di un nuovo partner finanziatore al fianco del sempre più misterioso proprietario cinese Yonghong Li.

Tre offerte bloccate
La cosa più allarmante, rivelata da Giuseppe La Scala, avvocato e piccolo azionista del Milan, ai microfoni di RMC Sport è che il peggio potrebbe non essere ancora arrivato: «È improbabile che il quadro della Governance del Milan cambi in tempi stretti, sia per questa udienza che per quella del TAS. Sono convinto che alla proprietà del Milan interessino meno i ricavi UEFA piuttosto che una transazione più adeguata con un socio, che per pagare di più ha bisogno di più tempo».

La verità
Non ce ne voglia l'avvocato La Scala se in questa sede proviamo ad annullare il tono edulcorato delle sue parole per rendere la situazione più esplicita, magari dura ma facilmente comprensibile: quasi impossibile che si riesca a chiudere con il nuovo socio prima del ricorso al Tas di Losanna perchè a Yonghong Li, che il Milan venga umiliato pubblicamente dall’Uefa e cacciato dalle coppe europee, evento di una gravità intollerabile per un club che ha fatto la storia del calcio mondiale, interessa ben poco. Molto più pressante per il proprietario del club è l'imperativo di uscire di scena con il maggior profitto possibile o forse con il minor passivo possibile. Ed è per questa ragione che le tre proposte sul tavolo cinese di mister Li - due americane, più un’altra ancora misteriosa - non sono state ancora prese in considerazione. Quindi niente decisione definitiva in attesa di offerte migliori, tassi migliori, opportunità migliori. E intanto il Milan rischia di restare fuori dall’Europa.