20 novembre 2019
Aggiornato 04:30

Milan: in attesa della sentenza monta la rabbia dei tifosi

Pubblico rossonero in ansia per le sorti europee del club. I sostenitori del club non perdonano la proprietà

I tifosi del Milan attendono la sentenza Uefa di Nyon
I tifosi del Milan attendono la sentenza Uefa di Nyon ANSA

MILANO - Manca poco alla sentenza Uefa che potrebbe escludere il Milan dalla prossima edizione (come minimo) delle coppe europee, a meno che il faldone portato a Nyon da Marco Fassone e dalla delegazione rossonera non convinca l’ente a rivedere la sua posizione, riammettendo la compagine milanese in Coppa Uefa e sanzionandola con punizioni più morbide. Ipotesi onestamente poco probabile, perché ad oggi nulla è cambiato rispetto alla bocciatura Uefa di qualche settimana fa: Marco Fassone ha dapprima rassicurato tutti, poi si è celato dietro un silenzio preoccupante ed irritante, mentre del presidente Yonghong Li non ci sono più dichiarazioni ufficiali da tempo. Come può pretendere il Milan di ribaltare la situazione in queste condizioni? E’ come un alunno perennemente impreparato a cui il professore concede un’ulteriore interrogazione per strappare la sufficienza: se l’impreparazione prosegue, la bocciatura è inevitabile.

Rabbia

Il popolo milanista, nel frattempo, è deluso ed arrabbiato e sui social network in particolare monta il nervosismo dei tifosi, sconcertati dall’assoluta passività di una società che non dà tracce di sé nonostante la scure che sta per abbattersi sulla sua testa. Perdere un anno d’Europa (l’ennesimo dopo i disastri dell’ultimo quinquennio berlusconiano) non sarebbe solo un danno dal punto di vista tecnico ed economico, ma influirebbe anche sull’immagine di un club che ha smarrito il vecchio e fastoso passato. «Noi siamo il Milan, un blasone unico», scrive qualcuno su Facebook; messaggio d’amore e d’orgoglio di un tifoso ferito, ma il blasone difficilmente vince partite e rovescia situazioni politiche: il blasone conta per la storia, ma le bacheche non vanno solo lucidate ed ammirate, vanno anche rimpinguate. Avere un passato glorioso non basta, altrimenti tutti i calciatori vorrebbero trasferirsi al Genoa o alla Pro Vercelli che vantano 16 scudetti complessivi, vecchi però ormai di un centinaio d’anni. Il nuovo Milan cinese era sbarcato in Italia promettendo un ritorno ai vecchi splendori, con la volontà di riportare i rossoneri a vincere in Italia e in Europa: poco più di 365 giorni dopo, la situazione è ben diversa, la squadra non ha fatto granché in campionato nonostante quasi 250 milioni di euro spesi per il calciomercato e ad oggi è praticamente esclusa dalle coppe europee. La rabbia dei tifosi, in fondo, è più che giustificabile.