24 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Calcio | Nazionale

Milan, furia Fassone: «Danno d’immagine incalcolabile»

Tutto lo sconcerto dell’amministratore delegato rossonero dopo la sentenza dell’Uefa. Ora le carte passeranno in mano agli avvocati del Milan.

L'ad rossonero Marco Fassone
L'ad rossonero Marco Fassone ANSA

MILANO - Il gancio destro arriva al volto di Marco Fassone inaspettato. Potente, devastante, al pari di un colpo portato da Mike Tyson. Nessuno si aspettava una mazzata così dura da parte dell’Uefa, una sentenza che mette tutta la dirigenza rossonera sul banco degli imputati. Certo, le sanzioni erano attese, ma quella che è arrivata ieri sera è una bocciatura che fa male. L’amministratore delegato del Milan non ha neppure provato a nascondere la delusione, anzi, le sue parole hanno evidenziato tutto lo sconcerto per uno scenario che non era stato neppure preso in considerazione: «Credo opportuno che il Milan assuma una posizione chiara dopo il comunicato dell’Uefa. C’è sorpresa e amarezza perché mi attendevo che la Uefa ci offrisse un settlement agreement. Da quando c’è il financial fairplay c’è sempre stata la concessione del settlment, tranne un solo caso in passato di una società russa non di primissimo livello che è stata rimandata».

Parola agli avvocati
Sono soprattutto le ragioni di una bocciatura così eclatante a far male a Marco Fassone: «Il voluntary agreement non ci è stato consentito a novembre perché la commissione riteneva opportuna la garanzia bancaria da 165 milioni da parte della holding. La Uefa ora però non ci concede il settlement per il fatto che la holding non abbia rifinanziato il debito con Elliott getta delle nubi sul futuro della società. Ma questa ipotesi non tiene conto della nostra proposta di sentire il nostro finanziatore che è Elliott che ha garantito anche per scritto una continuità dell’azienda, ma anche ai continui adempimenti della proprietà del Milan come gli aumenti di capitale che sono stati versati con regolarità, ci sono rimasto male francamente, il dossier che dovevamo fare l’abbiamo fatto, poi ci sono dubbi che riguardano altri aspetti. Da domani mattina parte l’analisi del dispositivo da parte dei nostri legali, averci deferito rappresenta un danno importante sotto il profilo dell’immagine, valuteremo con grandissima attenzione».

Le violazioni di Fininvest
E adesso quale può essere il futuro del Milan in attesa della sentenza definitiva che arriverà a metà giugno? «Ci auguriamo una valutazione serena - le parole dell’ad rossonero Marco Fassone -, riporteremo dati con la massima volontà e buona fede, ricordiamo che il Milan di oggi deve pagare delle violazioni che vanno dal 2014 al 2017, quando la proprietà era un’altra. Resta comunque un’enorme amarezza per questo rinvio a giudizio, la nostra società meritava ben altro trattamento».
Che purtroppo però non è arrivato e qualcuno dovrà assumersene le colpe.