21 settembre 2019
Aggiornato 02:30

Zarco profeta in patria con Yamaha. Valentino Rossi: «Speravo meglio»

Il francese conquista la pole (e il record della pista) in casa. Ancora una volta è il migliore dei piloti di Iwata: per Vinales (8°) e il Dottore (9°) tornano i guai

Johann Zarco in sella alla Yamaha satellite del team Tech3 nelle qualifiche del GP di Francia di MotoGP a Le Mans
Johann Zarco in sella alla Yamaha satellite del team Tech3 nelle qualifiche del GP di Francia di MotoGP a Le Mans Michelin

LE MANS – È l'idolo di casa Johann Zarco a confermare il potenziale della Yamaha nel Gran Premio di Francia, cogliendo una pole position storica ed entusiasmante. Non solo, infatti, il pilota satellite del team Tech3 ha battuto il record del circuito di Le Mans, ma è diventato il primo francese a dominare le qualifiche a domicilio trent'anni dopo Christian Sarron al Paul Ricard. «Una sensazione grandiosa e molto emozionante per me – ha raccontato, manifestando commozione, il solitamente riservato e schivo Zarco – Non mi aspettavo di provarle già dalle qualifiche qui. Quando ho visto il tempo di 1:31.185 sullo schermo non ci volevo credere. Il mio primo tentativo era già abbastanza buono, ma sentivo che la gomma nuova potesse dare ancora di più nel primo giro, quindi ci ho riprovato ed è andata bene. Abbiamo svolto un lavoro incredibile con mescole diverse. Ringrazio molto il pubblico che mi ha dato molta energia positiva: vedremo se basterà per vincere domani». L'ottimo potenziale della M1 sulla pista transalpina (dove la casa dei Diapason ha colto le ultime tre triplette consecutive) è del resto il principale elemento a suo favore per la gara di domani: «Rispetto ad altre piste, qui faccio meno fatica a trovare il passo, perché le gomme non calano tanto. Questo può essere un vantaggio per tutte le Yamaha. Al momento il più temibile è Marc (Marquez, ndr), ma non possiamo aspettarci qualcuno più forte degli altri. Cercherò solo di portarmi in testa alla gara fin dall'inizio, per correre meno rischi in mezzo al gruppo, e poi vedremo cosa succederà nella lotta per il successo. Ogni weekend sento di avere sempre più chance di vincere».

Gli ufficiali inseguono
Ancora una volta, dunque, Johann (con la moto satellite di due anni fa) si è dimostrato il più veloce dei piloti Yamaha. Una situazione che non va troppo giù a Valentino Rossi, che al di là delle dichiarazioni di circostanza non ha mai avuto un buon rapporto con il giovane francese. «Zarco è andato forte oggi, ma anche nelle altre gare – ha ammesso il Dottore – Lui guida molto bene ed è anche molto veloce sul passo gara. Non sappiamo esattamente il motivo, ma sappiamo che va più forte di noi!». Il fenomeno di Tavullia, dal canto suo, sperava di avvantaggiarsi maggiormente dell'adattamento della sua M1 alla pista di Le Mans, come aveva dimostrato con i tempi promettenti delle prove libere. Invece alla fine è arrivato solo un nono posto in griglia di partenza: colpa anche di qualche sbavatura nei giri veloci, ma che gli ha fatto perdere al massimo un paio di posizioni. «Di sicuro mi aspettavo qualcosa di più dalle qualifiche perché ieri, ma anche stamattina, andavo piuttosto forte – spiega il nove volte iridato – Nel giro con le gomme morbide non ho guidato al massimo, ho commesso dei piccoli errori. Penso che avrei potuto togliere un paio di decimi, ma non avrebbe fatto una grossa differenza: il problema è che gli altri sono più veloci. Abbiamo quattro, cinque, sei piloti con tempi molto simili, quindi sarà dura. Abbiamo provato diverse soluzioni, ma purtroppo nella quarta sessione di prove libere ho commesso un errore e sono caduto. Partire dalla terza fila è sempre difficile, per cui il via e i primi giri saranno importanti, ma comunque il mio passo gara non è male».

Colpa del caldo
Non molto meglio è andata anche al suo compagno di squadra Maverick Vinales, che ha guadagnato solo una casella rispetto a lui. Chiudendo dunque ottavo, ma comunque a ben sei decimi da Zarco. E pensare che Top Gun aveva comandato la classifica nel turno del mattino: poi, quando le temperature si sono alzate (del doppio, da 22 a 44 gradi sull'asfalto), per la casa dei Diapason sono tornati i soliti guai di trazione. «Stamattina mi sentivo molto bene, avevo un ottimo passo con gomme usate – ammette lo spagnolo – Ma in qualifica faceva molto caldo, l'asfalto è diventato scivoloso e sono tornati i soliti problemi di sempre, esattamente lo stesso dello scorso anno. Non potevo farci niente. Se la moto fosse stata quella della mattina, avrei potuto lottare per la pole, ma nel pomeriggio era impossibile. Vorrei che la gara si corresse alle nove del mattino...».