24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

Bobbi al Diario Motori: «Con Alesi alleviamo i campioni virtuali. Ferrari? La migliore»

Il pilota e commentatore tv lancia la sua Academy per gli eSport automobilistici, insieme all'ex ferrarista. E fa il punto sul Mondiale alla vigilia di Barcellona

ROMAMatteo Bobbi, con Jean Alesi avete deciso di aprire un'accademia dedicata agli eSport. È una passione che hai sempre avuto?
No, è successo tutto velocemente, quando ad Abu Dhabi ho commentato per Sky, con Vanzini, le finali mondiali di eSport. Ho capito quanto grosso fosse questo mondo, quanto fosse il suo potenziale inespresso, quindi ho iniziato a scervellarmi per capire cosa potessimo fare nel concreto. Ne ho parlato con Jean, con cui ho un rapporto di lunga durata, anche perché sono il coach di suo figlio Giuliano che corre in Gp3, e con Mario Miyakawa, dell'agenzia che ha sempre gestito Jean e ha trent'anni di esperienza. Siamo arrivati a definire questa Academy, per dare la possibilità di emergere in questo mondo parallelo a chi ha queste capacità: i migliori avranno anche la possibilità di guidare delle vere macchine da corsa in pista. Parallelamente, prenderemo dei piloti professionisti in questo settore e andremo a competere con il nostro team nel Mondiale che è appena iniziato.

Avete seguito un po' le orme di Fernando Alonso, che ha fondato una sua squadra.
Lui è stato il primo, e devo dire che lo ha fatto in maniera incredibile: con il nome che ha, è riuscito a trovare immediatamente dei partner illustri. La sua è già una realtà enorme, ma il nostro obiettivo non è quello di competere con lui, bensì di dare la possibilità di misurarsi anche nel reale.

Che punti di contatto ci sono tra i videogiochi e la guida vera e propria?
Ci sono tante similitudini sotto tanti aspetti: dai punti di staccata al modo in cui si fa ruotare la macchina, o in cui si va sul gas. Così come la concentrazione che bisogna mantenere: è molto, molto difficile. E questi ragazzini hanno un livello tale che, se salisse un pilota di Formula 1 difficilmente potrebbe essere più veloce da subito. Basta veramente frenare mezzo metro dopo e il giro è andato. Ovviamente manca la paura di incidenti o di possibili problemi, ma è comunque una palestra. Soprattutto perché oggi i simulatori sono molto usati anche in F1.

Non solo i simulatori sofisticatissimi e costosissimi, ma so che molti piloti si allenano anche alla Playstation, se non altro per sapere come girano i circuiti nuovi.
Sì, esatto.

Come funzionerà la selezione?
Stiamo ancora definendo i parametri, ma a breve comunicheremo le tappe. Di base verrà creato un campionato a cui ci si potrà iscrivere da tutto il mondo e giocare da casa propria, ovviamente gratis, solo rispettando le regole stabilite. I migliori avranno la possibilità di andare su un circuito vero, verso la fine dell'anno, e mettersi alla prova con delle vere macchine da corsa. Questa è la vera essenza della Academy. I nomi dei professionisti che, in parallelo, correranno nel Mondiale di F1 virtuale li comunicheremo entro una decina di giorni, perché li stiamo ancora definendo.

Nella 24 Ore di Le Mans ci sono già stati dei piloti partiti dalla Playstation e arrivati a correre la gara reale. Magari un domani riuscirete anche voi a lanciarne qualcuno?
Tutto è possibile, ma al momento non è questo il nostro obiettivo a breve termine.

Parliamo della Formula 1 vera. La Ferrari, partita benissimo, poi ha avuto qualche battuta d'arresto, dovuta a circostanze di gara. Ma la macchina sembra comunque la più forte.
Concordo. La macchina sicuramente si è dimostrata la più veloce di tutte, al momento: lo dimostrano le tre pole su quattro. Le safety car danno e tolgono: in Australia la Ferrari ha vinto anche grazie a loro, mentre in Cina e in Azerbaigian per colpa loro non ha potuto giocarsi la vittoria. Al momento il campionato è estremamente equilibrato, ma la Ferrari ha il pacchetto migliore. Ora aspettiamo Barcellona, dove tutti porteranno tante novità. Quindi la Rossa dovrà rispondere e dimostrarsi competitiva anche nell'aspetto dello sviluppo, che ormai è fondamentale.

Sebastian Vettel ha un po' esagerato con quel tentativo di sorpasso a Baku, oppure, da pilota, ci avresti provato anche tu?
Secondo me non ha esagerato. L'occasione era importante, ma soprattutto lui si stava difendendo da Hamilton, quindi è andato a proteggere la posizione. Quando ha visto davanti la strada aperta, ha provato l'attacco: e lì il limite tra essere bravo o co...ne è davvero sottile. Si arriva con le gomme e i freni freddi e quindi è un attimo. Probabilmente, non ci avesse provato, con l'effetto scia nell'ultimo settore della pista Hamilton lo avrebbe comunque superato e quindi non sarebbe cambiata la situazione.