13 agosto 2020
Aggiornato 08:00
MotoGP | Gran Premio di Spagna

La caduta che ha confuso Marquez: «In gara dovrò fare attenzione»

La scivolata nelle quarte libere, subito prima delle qualifiche, stavolta è stata diversa dal solito per Marc: non è un caso se in griglia di partenza è solo quinto

Le due Honda di Dani Pedrosa e Marc Marquez durante le qualifiche del GP di Spagna di MotoGP a Jerez
Le due Honda di Dani Pedrosa e Marc Marquez durante le qualifiche del GP di Spagna di MotoGP a Jerez Red Bull

JEREZ DE LA FRONTERA – Per Marc Marquez è l'ennesima caduta, ma stavolta diversa dalle altre. Non si è trattato di una delle solite scivolate in cui il campione del mondo incappa quando va alla ricerca del limite (e, fatalmente, finisce per superarlo). Quella che lo ha visto protagonista durante la quarta e ultima sessione di prove libere, alla curva 2, ha avuto una dinamica talmente insolita da aver confuso perfino lui. E, forse, da aver condizionato in parte anche le qualifiche che sono scattate solo qualche minuto più tardi. «Non mi ha rallentato, ma non mi ha nemmeno insegnato niente – ammette il Cabroncito – Per esempio, dalla caduta di ieri ho imparato, ma da questa no, perché è stata molto lenta. Dani era davanti a me e ho pensato di fare un giro di rallentamento, senza spingere: e poi sono scivolato, in modo così strano. È un aspetto al quale dovrò prestare attenzione in gara».

Troppo falloso
Fatto sta che, in una griglia di partenza dominata dalla doppietta delle Honda di Cal Crutchlow e Dani Pedrosa, il loro illustre compagno di marca si è dovuto accontentare della quinta posizione, inevitabilmente con l'amaro in bocca: «Oggi ovviamente mi aspettavo di più perché l'obiettivo era cercare di lottare per la pole position – confessa il sei volte iridato – Da un lato sono contento di avere un buon ritmo, di trovarmi bene in moto; dall'altro non è stata la mia miglior qualifica. Il vero potenziale della gomma nuova era al primo giro, e in entrambi i tentativi ho commesso un grosso errore perdendo molti decimi». Tra cadute ed errori, insomma, il padrone di casa non è riuscito ad emulare il pilota satellite che ha conquistato la pole position: «Oggi Cal ha azzeccato la strategia giusta. Ci stavo pensando anche io, ma non è stato possibile perché la mia seconda moto aveva un assetto diverso. Oggi ho lavorato molto per la gara, sono deluso per le qualifiche ma comunque partirò quinto, quindi sono vicino».

Si scrive pole, si legge contratto
Il miglior tempo e i complimenti del suo caposquadra: per Crutchlow il sabato di Jerez de la Frontera è stata dunque una giornata perfetta. E nemmeno la prima, visto che il portacolori del team Lcr si è inserito regolarmente tra i primi fin dall'inizio dell'anno. Una striscia di risultati positivi che, uniti all'impegno da collaudatore che sempre più di frequente la casa madre di Tokyo pretende da lui (legato con un contratto diretto fino al 2019), gli fanno capire che forse si è davvero meritato una promozione. Magari alla squadra ufficiale, dove a fine stagione è in scadenza il secondo pilota Pedrosa. «Non ho pensato di andarmene altrove: ho un contratto biennale e al momento sono contento con la Honda – rivela l'inglese – Ma arriva una fase della vita in cui vuoi essere ripagato per quello che fai. Io lavoro molto sodo per la Honda, tutte le settimane, specialmente durante l'inverno. E forse presto arriverà una ricompensa. La casa mi ha sempre garantito un buon sostegno, fin da quando sono arrivato a fine 2014, e direi che la situazione dei team satellite Honda è sempre buona. Ma so che voi non siete stupidi: se c'è un pilota che ha fatto passi avanti, che è costantemente veloce e vince delle gare, deve essere preso in considerazione. Non ho ancora discusso con loro finora, ma se non fosse così, allora le cose inizierebbero a cambiare».