15 settembre 2019
Aggiornato 09:30

La Ferrari fa paura: i rivali la sommergono di ricorsi

Si addensa una nuvola di sospetti sulle presunte irregolarità della Rossa, che è emersa come l'auto più veloce finora. Ma la Federazione (per ora) smentisce

La Ferrari di Sebastian Vettel nella corsia box
La Ferrari di Sebastian Vettel nella corsia box Ferrari

ROMA – Non è più in testa al Mondiale di Formula 1, ma la Ferrari ha dimostrato ampiamente di essere la vettura più competitiva, quella da battere, nei primi quattro Gran Premi del campionato 2018. Tanto che le squadre rivali sono già corse ai ripari, inondando la Federazione internazionale dell'automobile di ricorsi sulle presunte irregolarità della SF71H.

Nuove discussioni sull'olio
Il primo degli aspetti sui quali si sono concentrati i sospetti degli avversari riguarda l'ormai ben noto utilizzo dell'olio lubrificante come additivo per la benzina in fase di qualifica. Questo trucchetto, utilizzato in passato sia dalla Rossa che dalla Mercedes, è stato proibito dalla Federazione già durante la scorda stagione. Ma i maligni ipotizzano che il Cavallino rampante abbia trovato comunque un modo di aggirare il divieto: proprio per questo motivo nei giorni scorsi è stata emanata una direttiva che impedisce di rabboccare il lubrificante durante le prove ufficiali a tutte le squadre (senza puntare il dito verso una in particolare). «La Fia ha esaminato la Ferrari in Cina e ha studiato i progetti dell'intero sistema di lubrificazione», rivela l'ultima edizione della rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport. Il verdetto di questa indagine è stato inequivocabile: la vettura di Maranello è perfettamente legale. Ma questa sentenza non basta a placare gli altri top team.

Gli spifferi dell'ex
Sempre secondo Auto Motor und Sport, infatti, la Red Bull sosterrebbe che la forma degli specchietti retrovisori della Ferrari non rispetterebbe i regolamenti. E la Mercedes, invece, avrebbe dubbi sulle sue batterie, che produrrebbero più dei 4 Megajoules consentiti dal regolamento. «L'argomento potrebbe tenere occupato il mondo della Formula 1 nelle prossime settimane», scrive il corrispondente della testata teutonica, Michael Schmidt. Già in precedenza, la Fia era stata investita di un reclamo che sosteneva che la Scuderia modenese utilizzasse il soffiaggio dei gas di scarico per migliorare l'efficienza aerodinamica dell'ala posteriore, ma anche questo sentore era stato seccamente smentito dalle successive verifiche tecniche svolte a margine del Gran Premio dell'Azerbaigian. Ma da dove nascerebbero tutte queste cattiverie all'indirizzo del team italiano? Schmidt sembra avere una sua idea: «Una possibilità è che a parlare sia l'ex responsabile dei motoristi Ferrari, Lorenzo Sassi, che sta lavorando per la Mercedes da aprile».