21 settembre 2018
Aggiornato 02:30

Milan-Arsenal: il segno dei tempi

La sconfitta di San Siro contro gli inglesi riporta i rossoneri sulla terra e induce ad una malinconica riflessione
Leonardo Bonucci sfila mestamente accanto ai festeggiamenti dell'Arsenal
Leonardo Bonucci sfila mestamente accanto ai festeggiamenti dell'Arsenal (ANSA)

MILANO - Prendete una squadra in crisi, surclassata da tutti gli avversari nelle ultime 4 uscite ufficiali e con un allenatore sull'orlo dell'esonero e comunque certo di andar via a fine stagione, e poi prendetene un'altra in piena condizione, rinfrancata da una serie di risultati utili consecutivi e rinvigorita da un allenatore giovane ma determinato. Prendete queste due squadre e fatele sfidare: il risultato sembrerebbe pendere a favore di coloro che stanno meglio, ma il calcio, si sa, si diverte a mescolare le carte e a non far apparire tutto scontato; ma il calcio non è solo imprevedibilità, il calcio è anche dna, esperienza, orgoglio. Tutto questo è stato Milan-Arsenal.

Passato e presente

Il Milan arrivava alla sfida con gli inglesi sulle ali dell'entusiasmo di una splendida rincorsa in campionato, della finale di Coppa Italia conquistata e del brillante cammino in Coppa Uefa dove gli ottavi di finale con l'Arsenal erano stati accolti con timore per il blasone degli avversari ma anche con ottimismo vista la crisi degli uomini di Wenger, reduci da scoppole in serie. Ed invece la gara di San Siro si è rivelata un boomerang per la formazione di Gennaro Gattuso, impotente di fronte ad un avversario attento che ha tenuto il pallino del gioco per tutti i 90 minuti; i rossoneri sono apparsi involuti, timidi, incapaci di imbastire azioni pericolose ed anche imbolsiti fisicamente. Il primo gol dell'Arsenal ha tagliato le gambe ad un Milan che si è dimostrato inesperto in campo europeo, proprio quel territorio che fino a una decina d'anni fa era l'habitat naturale del club milanista; anche il pubblico, accorso a San Siro in 70 mila unità, ha risentito della botta iniziale. Il segno dei tempi dice che i rossoneri di oggi devono farne ancora di strada per riguadagnare quell'esperienza e quel dna europeo persi nell'ultimo quinquennio, mentre l'Arsenal, pur restando una compagine con difetti e limiti, appare come il Milan di una decina d'anni fa, una squadra con le misure del campo in Europa e con la freddezza giusta per portare a casa partite e qualificazioni. Il Milan è oggi sulla strada giusta ma con un percorso lungo da affrontare.