20 settembre 2019
Aggiornato 10:30

Milan: su André Silva prendono posizione Gattuso e i tifosi

Dopo tanta attesa, il portoghese ha giocato a Udine dal primo minuto, senza però convincere granchè

André Silva, centravanti portoghese del Milan
André Silva, centravanti portoghese del Milan ANSA

MILANO - Tempi duri per i centravanti del Milan: Nikola Kalinic non segna dalla notte dei tempi ed è regolarmente subissato di fischi dal pubblico rossonero, Patrick Cutrone è stato al centro delle polemiche dopo il gol di ulna realizzato durante Milan-Lazio, mentre André Silva aveva rischiato di finire dalla Sciarelli a Chi L'Ha Visto nella puntata di mercoledì prossimo se Gennaro Gattuso non avesse deciso quasi in extremis di mandarlo in campo dall'inizio a Udine dopo che il portoghese non aveva giocato che scampoli di partita nelle ultime uscite dei rossoneri in campionato e in Coppa Italia.

Poca grinta

Durante tutta la gara, tutt'altro che irresistibile per l'ex punta del Porto, l'allenatore milanista non ha fatto che riprendere l'attaccante, più per l'atteggiamento che per la posizione in campo, prima di sostituirlo ad una ventina di minuti dal termine per inserire l'impalpabile Kalinic. Silva ha avuto una grande occasione nel primo tempo (goffamente ciccata) e si è prodotto in una bella girata nella ripresa, ma per il corso dell'intera partita Gattuso si è sgolato per tentare di infondergli più cattiveria, più grinta, più determinazione, concetti puntualmente ripresi anche dai tifosi sui social network al termine della sfida pareggiata in Friuli; al portoghese non sono imputate nè le qualità tecniche (sontuose) e nemmeno l'adattamento al calcio italiano (non sarebbe il primo a faticare al primo anno in serie A e per giunta avendo una giovanissima età), quanto un comportamento sufficiente e molle quando arriva a contatto con gli avversari.

Cosa serve

Durante Udinese-Milan, André Silva ha provato a sgomitare coi difensori bianconeri, ma non appena essi riconquistavano palla lui iniziava a trotterellare svogliatamente, così come quando il Milan provava a ripartire, con Kessie, Bonaventura, Biglia e persino Calhanoglu a sbuffare come muli e con André Silva ad accompagnare l'azione con lentezza. Gattuso, nel frattempo, metteva a dura prova le sue corde vocali urlando ed incitando il numero 9 a cui manca ancora tanto per diventare un centravanti da serie A, per imporsi e per scrollarsi di dosso il peso dei quasi 40 milioni sborsati dal Milan al Porto la scorsa estate per portarsi in Italia. Inoltre, è difficile decidere cosa fare con lui per il resto della stagione: da una parte potrebbe prevalere la rassegnazione e l'idea di rimandarlo al prossimo anno, dall'altra la voglia e il coraggio (come ammesso dallo stesso Gattuso) di fargli giocare 4-5 partite consecutive, infischiandosene dei giudizi e di quello zero che ancora popola la casella dei gol fatti in campionato, come un Petkovic o un Avenatti qualsiasi, tanto per citare due altre punte ferme ancora al palo in serie A. Il potenziale è alto, le aspettative pure, i risultati al momento, però, danno torto al Milan e ad un calciatore ancora alla ricerca di sè stesso.