19 dicembre 2018
Aggiornato 05:00

Gol di mano: adesso Cutrone rischia

Secondo il Corriere dello Sport oggi in edicola, ci sarebbero gli estremi per una squalifica qualora il giudice sportivo decidesse per la volontarietà del gesto. Sarebbe un grosso errore...

Il momento del gol di Cutrone contro la Lazio
Il momento del gol di Cutrone contro la Lazio (ANSA)

MILANO - È valso tre punti preziosi nella rincorsa iniziata dal Milan da quando Gennaro Gattuso si è insediato sulla panchina rossonera, ma adesso quel gol truffaldino realizzato da Cutrone al quarto d’ora del primo tempo di Milan-Lazio potrebbe ritorcersi pesantemente contro il giovanissimo bomber milanista.
Riepiloghiamo per i più distratti. Su un cross da calcio di punizione di Hakan Calhanoglu al centro dell’area, il centravanti cresciuto nel vivaio del Vismara si avventa come un falco predatore sul pallone e lo schiaccia in rete. Quello che sul momento è sembrato un straordinario gol di testa, frutto di tempismo, fiuto del gol e istinto predatorio, si è invece rilevato un colpo di mano che avrebbe meritato l’annullamento.

Rischio squalifica
Purtroppo per la Lazio, le immagini arrivate in tempo reale sui monitor degli assistenti Var, gli arbitri Rocchi e Di Liberatore, non contemplavano le immagine dal basso che hanno evidenziato il fattaccio e che invece hanno preso a circolare sulle televisioni di tutta Italia alla fine del primo tempo.
Ebbene, secondo quanto riporta il Corriere dello Sport oggi in edicola, esiste un passaggio del Codice che recita: «La realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano costituisce condotta gravemente antisportiva, passibile di due giornate di squalifica».

Errore su errore
A questo punto, sempre secondo il quotidiano romano la palla passerebbe alla Procura e, in caso di rilevazione di qualcosa di poco chiaro, al Giudice Sportivo a cui spetterà il compito di stabilire la volontarietà del gesto che comporterebbe la squalifica. Francamente però appare del tutto improbabile che Cutrone venga punito per quanto accaduto domenica sera a San Siro: l’attaccante rossonero è apparso del tutto convinto di averla toccata prima con la testa e di conseguenza con il braccio e il paragone del la mano de Dios di Diego Armando Maradona ai mondiale del 1986 risulta fuori luogo. In quel caso il numero 10 argentino allungò la mano proprio perchè consapevole di non poter raggiungere il pallone di testa, il movimento di Cutrone è apparso del tutto congruo: lui salta per inzuccare la sfera, poi non ci arriva e gli rimbalza su un braccio. Attenzione a non cercare a tutti i costi un capro espiatorio per una gaffe tecnica commessa dal Var. Sarebbe solo un altro errore a sommarsi a quello di ieri in campo.