5 giugno 2020
Aggiornato 15:00
MotoGP

Zarco vuole la Yamaha ufficiale: «A prescindere da Valentino Rossi»

Debuttante dell'anno nel 2017, il pilota del team satellite Tech 3 intende meritarsi la promozione: «La mia carriera non dipende dalle decisioni del Dottore»

Johann Zarco in sella alla Yamaha satellite del team Tech 3
Johann Zarco in sella alla Yamaha satellite del team Tech 3 Michelin

ROMA – I due secondi e il terzo posto, le due pole position e la sesta posizione finale in classifica generale conquistate nella sua stagione di debutto sono solo l'inizio. Johann Zarco punta in alto, e ha tutte le ragioni per poterlo fare, essendo stato incoronato rivelazione assoluta dell'ultimo anno della MotoGP. Le sue ambizioni per il nuovo campionato? «Sono nella squadra satellite Tech 3, quindi nel 2018 correrò con la Yamaha del 2017 – ha risposto il francese al quotidiano sportivo transalpino L'Equipe – Il mio obiettivo sarà quello di non restare lontano dalle prime tre posizioni al mondo. Per farlo, dovrò dimostrare l’intelligenza e la capacità di sfruttare al meglio il potenziale della moto».

A caccia di un sedile prestigioso
Ma anche questo traguardo, a lungo termine, non può bastargli. Il vero scopo ultimo, che Zarco del resto non ha mai nascosto, è quello della promozione nella prima squadra della casa dei Diapason: «La Yamaha aspetta la decisione di Rossi, ma la mia carriera non dipenderà da questa scelta – prosegue – Il mio obiettivo è diventare uno dei due piloti del team ufficiale, e per questo dovrò cercare di convincerli stando davanti agli attuali piloti ufficiali».

Nessun timore reverenziale
Che Valentino Rossi decida o meno di rinnovare il suo contratto in scadenza a fine 2018, insomma, il giovane emergente classe 1990 ha l'obiettivo di rubargli il posto. Ironia della sorte, proprio il due volte campione del mondo di Moto2 è stato spesso al centro delle polemiche sollevate dal Dottore per la sua condotta di gara troppo aggressiva. Ma anche questo non sembra preoccuparlo: «Rossi mi ha paragonato a Max Verstappen. Quando lui parla, tutti lo ascoltano: rende famosi gli altri piloti. Incluso me. Ad inizio stagione diceva che ero abituato allo stile di guida della Moto2, mentre alla fine ha detto che ero uno dei piloti più veloci della MotoGP. Ha aumentato la mia popolarità ogni volta in cui apriva bocca, sia in positivo che in negativo».

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