8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Dakar

Da allenatore a pilota di rally: Villas-Boas al via della Dakar

Tra i partecipanti della maratona del deserto che scatta domani c'è anche un protagonista inatteso: l'ex mister di calcio, che ha lasciato una panchina in Cina

André Villas-Boas con il suo navigatore Ruben Faria
André Villas-Boas con il suo navigatore Ruben Faria Red Bull

LIMA – Ha rinunciato alla panchina della più importante squadra di calcio cinese, e con essa ad un contratto principesco da 13 milioni di euro a stagione, pur di essere al via della Dakar 2018. Lo chiamavano lo Special Two, per assonanza con il suo maestro José Mourinho, e in effetti qualcosa di speciale lo ha fatto davvero: André Villas-Boas, ex allenatore di Porto, Chelsea e Zenit San Pietroburgo, è pronto a passare dal rettangolo verde al color kaki del deserto del Perù, da dove scatterà domani il rally più massacrante del mondo. «Lo affronterò un giorno alla volta, e tutti saranno difficili – prevede alla vigilia – Dovrò superare gli ostacoli passo dopo passo».

Braccio destro
Possiamo dire che questa esperienza ce l'abbia nel sangue, visto che lo zio Pedro partecipò già a tre edizioni della maratona del deserto (nel 1982, 1984 e 1985), ma in qualità di co-pilota. André, invece, si metterà al volante in prima persona: inizialmente aveva accarezzato l'idea di salire in sella ad una moto, ma poi ha preferito una macchina, la Toyota Hilux, dove potrà condividere l'abitacolo con un suo connazionale, l'esperto navigatore Ruben Faria, già vicecampione tra le due ruote. «Sono molto grato che abbia accettato il mio umile progetto: un pilota vincente, della sua qualità, viene qui con una persona senza alcuna esperienza nell'automobilismo – prosegue l'allenatore – La cosa più importante saranno i suoi consigli lungo il percorso. Sono abituato a concentrarmi su ciò che accade intorno a me, ma questi ragazzi guardano molto più avanti. Questo è un aspetto fondamentale e le sue indicazioni saranno importanti per raggiungere il nostro obiettivo».

Nulla al caso
Da perfezionista qual è, Villas-Boas si è preparato meticolosamente in vista della partenza: «Ho avuto solo un mese di tempo dopo aver lasciato Shanghai, ma ho subito iniziato il programma di allenamento fisico, dapprima in piano e poi in altura. Non sappiamo mai come reagirà il nostro corpo finché non entriamo davvero in macchina e non ci sottoponiamo ogni giorno alle difficoltà della Dakar, ma dobbiamo anche essere pronti a raggiungere circa 5 mila metri di altitudine. Perciò ho cercato di fare più lavoro possibile, ma niente ti può preparare davvero a questa gara. Aspetterò di vedere che cosa accadrà».

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