27 settembre 2020
Aggiornato 12:00
Formula 1

La Ferrari 2018 è già nata: ecco come sarà

La Rossa di Maranello ha giocato di anticipo su tutte le dirette rivali, superando i crash test ben due mesi prima della presentazione ufficiale della monoposto

MARANELLO – La nuova Ferrari del 2018 è già nata. Il telaio della monoposto rossa che disputerà il prossimo Mondiale di Formula 1 ha visto la luce, ed ha superato con successo i crash test frontali previsti dal regolamento a Bollate, in provincia di Milano, presso una struttura approvata dalla Federazione internazionale dell'automobile. In precedenza aveva ricevuto il via libera anche dalle prove statiche, sotto la supervisione del direttore tecnico Mattia Binotto, che ha dunque deciso di giocare d'anticipo su tutte le vetture rivali.

Lavoro di fino
Da tempo, almeno da quando le sfortunate circostanze nella parte conclusiva dell'ultimo campionato avevano tolto al Cavallino rampante le residue chance di giocarsi il titolo con la Mercedes, infatti, a Maranello tutte le risorse ingegneristiche erano state dirottate sullo sviluppo dell'auto che verrà. Il risultato è stato un progetto definito, nelle sue linee generali, ben due mesi prima della sua presentazione ufficiale (prevista online per il 22 febbraio prossimo), e prima anche degli altri top team diretti avversari. Questo consentirà alla squadra diretta dal capo progettista Simone Resta e dal responsabile dell'aerodinamica Enrico Cardile di disporre di molto tempo per lavorare sui dettagli. A partire da quelli che riguardano la geometria dello sterzo e della sospensione anteriore, che molte scuderie sono state costrette a modificare a seguito della direttiva diramata recentemente dalla Fia per dare un giro di vite ai trucchetti in grado di abbassare l'altezza da terra anteriore in curva.

Voci sul progetto
Nuove regole a parte, comunque, anche la Ferrari 2018 (di cui per ora non si conosce ovviamente il nome, ma solo il codice di progetto interno, numero 669), promette di essere estrema e originale, ricca di soluzioni da copiare: come quel passo corto della sua progenitrice SF70H che nella prossima stagione dovrebbe essere adottato anche dalla Mercedes. Alcuni di questi particolari innovativi si sono già visti in azione in occasione delle ultime gare dell'ultimo calendario che, a Mondiali ormai assegnati, si sono trasformate in un autentico laboratorio in pista per i nuovi prototipi in corso di evoluzione. Tra questi, la Gazzetta dello sport ha parlato di un'integrazione tra i deflettori verticali e la soffiatura sul fondo, che dovrebbe essere dotato anche di un canale centrale modulabile per modificarne la lunghezza, nonché di intercapedini per il passaggio di canalizzazioni che interagiranno anche con la nuova conformazione del diffusore posteriore. Semplici indiscrezioni, per ora. Per poter osservare con i nostri occhi l'ultimo capolavoro realizzato dai tecnici modenesi bisognerà aspettare altri sessanta giorni.