31 marzo 2020
Aggiornato 09:30
Calcio

Milan: anche a Verona si conferma un dato preoccupante

La sconfitta del Bentegodi non lascia alibi o giustificazioni alla squadra di Gattuso, battuta per la settima volta in stagione

Donnarumma e Bonucci sconsolati dopo Verona-Milan 3-0
Donnarumma e Bonucci sconsolati dopo Verona-Milan 3-0 ANSA

MILANO - Il Milan perde ancora, esce dal Bentegodi di Verona con 3 reti sul groppone, la settima sconfitta in campionato ed una prestazione da incubo in cui non si è salvato nessuno, da Gattuso all'ultimo dei calciatori scesi in campo, i rossoneri hanno lasciato campo e palla ad un Verona pimpante, convinto e concreto, tutt'altra pasta rispetto ad un Milan sgonfio e distratto, molle in difesa e a centrocampo, inconcludente in attacco.

Pranzo indigesto

E poi, ancora una volta, i rossoneri pagano dazio giocando alle 12:30, un orario che dalla sua introduzione fissa (stagione 2010-2011) non ha mai portato bene al sodalizio milanista. Ora, nessuno vuole cercare scuse, nè tantomeno tirar fuori penose lagne alla Sarri o alla Mazzarri (pressochè identici, peraltro, nella loro stucchevole prosopopea del nulla), ma è un dato di fatto che i rossoneri alle 12:30 faticano più del normale. Da quando è stata inserita nel calendario domenicale la partita dell’ora di pranzo, infatti, il Milan ha sempre sofferto, anche contro avversarie di gran lunga alla sua portata. E ciò accade dalla notte dei tempi, dal campionato 2010-2011 quando il Milan di Massimiliano Allegri si avviava a vincere quello che ad oggi resta l’ultimo scudetto milanista; in quell’annata, i rossoneri alle 12:30 vinsero agevolmente a Bologna (3-0 ed unico successo convincente a mezzogiorno nella storia del Milan) ma furono clamorosamente fermati a San Siro sull’1-1 dal Bari già ampiamente retrocesso e dopo aver subìto l'iniziale vantaggio dei pugliesi e l'espulsione di Zlatan Ibrahimovic. E che dire del 3-4 rocambolesco di Lecce dell’anno successivo quando il Milan a fine primo tempo era sotto 3-0? All’ora di pranzo sofferenze anche a Catania nel 2013 quando i rossoneri dovettero rimontare l’iniziale svantaggio prima di vincere 3-1 contro i siciliani, e sofferenza anche l’anno successivo con Filippo Inzaghi in panchina: 1-1 a San Siro contro l’Empoli, sconfitta per 3-2 a Reggio Emilia col Sassuolo, sconfitta per 2-1 a Bergamo.

Solo un caso?

Anno nuovo, vecchie abitudini: anche con Sinisa Mihajlovic (annata 2015-2016) le cose non migliorano: ko a Marassi col Genoa 1-0, vittoria sofferta sempre coi rossoblu nel ritorno a San Siro (2-1) e scialbo 0-0 in casa del Chievo. Nella stagione scorsa, poi, ecco lo striminzito successo col Crotone (2-1), maturato solamente a ridosso del 90’ grazie a Lapadula, la sconfitta casalinga contro la Sampdoria (0-1) e l’incredibile pareggio nel derby con la spaccata di Zapata al 96’ inoltrato. Ora il nuovo campionato ed ecco un altro ko contro la Sampdoria a Marassi (2-0), quindi il leggendario e disastroso pareggio di Benevento contro la peggior squadra della storia della serie A, il 3-0 rimediato a Verona e il pensiero che, forse, non si tratti semplicemente di un caso isolato o di coincidenze; in più, se si pensa che da qui a Capodanno il Milan giocherà alle 12:30 pure a Firenze il 30 dicembre, i tifosi rossoneri, visti i precedenti, hanno poco da star sereni.

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