15 novembre 2019
Aggiornato 06:30

Hamilton ha deciso: «Quando mi ritirerò (e perché)»

Il campione del mondo respinge le tentazioni di appendere il casco al chiodo: anzi, fissa una scadenza per la sua carriera e un obiettivo

Lewis Hamilton esulta a braccia alzate al volante della Mercedes
Lewis Hamilton esulta a braccia alzate al volante della Mercedes Mercedes

ROMA – La tentazione di seguire l'esempio del suo ex compagno di squadra Nico Rosberg, e di ritirarsi da campione del mondo in carica, Lewis Hamilton ce l'ha avuta: è stato lui stesso ad ammetterlo in prima persona. Ma, evidentemente, deve averci ripensato in fretta, se già oggi è pronto a dichiarare la sua intenzione di rinnovare per altri due anni l'attuale contratto che lo lega alla Mercedes fino alla fine del prossimo campionato. «Penso a quello che mi aspetta – ha dichiarato in un'intervista concessa ai microfoni del programma televisivo The flying lap – Ho parlato con i miei colleghi che si sono ritirati presto e con quelli che si sono ritirati tardi, e tutti mi hanno detto: continua finché puoi. Ma non sarà così. Le stagioni sono sempre più lunghe e i miei altri impegni al di fuori delle corse assorbono molta della mia energia e del mio tempo. Mi piace quello che sto facendo oggi: mi diverto a correre, a stare con questo team, e sono ancora convinto che al momento sto guidando al mio meglio. Perciò, siccome questo regolamento durerà fino al 2021, penso che almeno fino a quella data resterò qui. Poi, chissà? Forse nel 2021 lascerò il testimone a George (Russell, giovane promessa del vivaio Mercedes, ndr). Lui sarà sicuramente in Formula 1 già prima di quella data. Ma sì, io andrò avanti».

Affamato sì
Uno dei motivi per i quali il quattro volte iridato sente che la sua carriera in Formula 1 non si è ancora conclusa è che la sua voglia di continuare a vincere è ancora vivissima: «Sono grato di non aver già vinto sei titoli, perché così ho ancora fame e mi diverto ancora a correre. Non sarei il campione che sono oggi se non avessi vissuto queste esperienze». Eppure, essendo entrato quest'anno nel ristretto club dei fenomeni capaci di vincere almeno quattro campionati (oltre a lui solo Michael Schumacher, Juan Manuel Fangio, Alain Prost e Sebastian Vettel), il pilota anglo-caraibico inizia anche a fare i conti con la storia e il libro dei record: «Questo è pazzesco. Le persone intorno a me ora mi dicono: 'Devi raggiungere otto Mondiali'. E io rispondo: 'Ne ho solo quattro'. Facciamo un passo alla volta».

Ossessionato no
Il primato di sette titoli che appartiene all'indimenticabile Schumi resta infatti ancora lontano, ma quello di cinque conquistato negli anni '50 dal leggendario Fangio è invece molto più alla portata di Lewis. Anche se i numeri, dichiara, non sono la sua principale ossessione: «Al momento non riesco neanche ad immaginarmelo – ha aggiunto Hamilton in una conferenza stampa a margine della premiazione per il Mondiale 2017 a Parigi – Altri quattro titoli? Ci ho messo dieci anni già a vincere questi quattro... Non lo so, al momento non ho ancora il desiderio di raggiungere quel traguardo. Già eguagliare Fangio sarebbe piuttosto figo, e per cercare di ottenere questo obiettivo continuerò a correre per almeno un altro paio di anni. Ma non penso che il numero di titoli che vincerò mi definirà come pilota, o mi farà sentire meglio quando sarò vecchio e mi guarderò indietro. Quello che mi sento dentro è che io valgo per come lavoro con il team, come guido la macchina e come riesco a tirare fuori le prestazioni».