15 novembre 2019
Aggiornato 01:30

C'è almeno una buona notizia per la Ferrari: arriva dal motore

Dai postumi del Gran Premio più negativo della stagione per la Rossa, quello di Singapore, emerge finalmente un lato positivo. Nei giorni scorsi, infatti, era emerso il rischio che il propulsore di Sebastian Vettel si fosse danneggiato nello schianto al via, ma le analisi dei tecnici lo hanno scongiurato

La Ferrari di Sebastian Vettel spinta ai box di Singapore
La Ferrari di Sebastian Vettel spinta ai box di Singapore Ferrari

MARANELLO – Oltre al danno, sarebbe potuta arrivare anche la beffa. Non solo, infatti, Sebastian Vettel si è dovuto ritirare già al primo giro del Gran Premio di Singapore (dove partiva in pole position e nutriva fondate aspettative di vittoria) per l'ormai famigerato schianto alla partenza, ma proprio a causa del contatto di cui è stato vittima con la Ferrari gemella di Kimi Raikkonen, ha rischiato addirittura di dover buttare via il motore che era montato sulla sua monoposto. Sarebbe stato davvero troppo, per la Rossa, subire una doppia botta del genere dalla malasorte. Per fortuna, almeno questa conseguenza negativa è stata scongiurata: nei giorni scorsi, il propulsore è stato esaminato accuratamente dai tecnici nelle officine di Maranello, che hanno sentenziato che non presenta alcun danno e potrà quindi essere utilizzato anche nei prossimi Gran Premi, ovvero gli ultimi sei della stagione.

Sviluppo in arrivo
Una notizia importante, per il finale di Mondiale della Scuderia. La power unit in questione, infatti, era la terza delle quattro concesse dal regolamento ad ogni pilota nel corso di un anno. Se Vettel avesse dovuto sforare questo limite, sarebbe stato sottoposto anche ad una penalità in griglia di partenza, che avrebbe probabilmente messo la definitiva parola fine sulle sue possibilità di conquistare il titolo iridato. Ora, invece, non solo il campione ferrarista potrà contare ancora su tutti e tre i motori già usati, ma a partire dalla prossima gara in Malesia dovrebbe anche introdurne un quarto (e ultimo), nuovo non solo nella costruzione ma anche nel progetto. Pur dovendo rispettare la nuova regola sul consumo dell'olio (abbassato da 1,2 a 0,9 litri ogni cento chilometri), applicherà dunque le ultime evoluzioni tecniche che dovrebbero consentirgli di sviluppare una maggiore potenza, per controbattere all'aggiornamento che la Mercedes ha fatto debuttare già nello scorso GP del Belgio. E chissà che proprio il propulsore, da potenziale tallone d'Achille, non si trasformi invece in un'arma vincente per la Ferrari nella lunga volata iridata.