25 settembre 2018
Aggiornato 00:00

Vettel non teme le furbate Mercedes: «La Ferrari va per la sua strada, quella del titolo»

Del trucchetto dell'olio messo in campo dagli avversari, Sebastian non si preoccupa: «Il nostro nuovo motore arriverà più avanti». Alla vigilia della gara di casa della Rossa, a Monza, il pilota tedesco preferisce concentrarsi sui buoni segnali visti domeica scorsa. E sulla rincorsa al Mondiale
Sebastian Vettel nella corsia dei box di Monza
Sebastian Vettel nella corsia dei box di Monza (Ferrari)

MONZA – Nel paddock di Monza ne parlano tutti. Eppure, la furbata dell'olio firmata Mercedes non sembra preoccupare più di tanto Sebastian Vettel. Lui, la questione la liquida con poche parole: «Non so se avevano già nei loro programmi iniziali di omologare l'ultimo motore prima di Monza oppure se hanno reagito al cambio di regolamento – scrolla le spalle – Per quanto ci riguarda, stiamo seguendo i piani. Non abbiamo portato un nuovo motore qui, sarebbe stato sciocco dover sottostare al nuovo limite di consumo per una sola settimana». Per vedere il debutto in pista dell'ultima evoluzione del propulsore rosso, dunque, dovremo attendere più di quanto si pensava. E pazienza se, alla fine, dovrà consumare meno lubrificante rispetto a quello delle Frecce d'argento.

La spinta di Spa...
Molto più importanti, sentendo parlare il ferrarista, sembrano le indicazioni positive che la sua SF70H ha fornito domenica scorsa anche su una pista veloce come quella di Spa. «La nostra forma è reale, la velocità in gara c'era, e siamo migliorati sotto tutti i fronti nelle ultime gare – conferma il campione tedesco nella conferenza stampa della vigilia – Non voglio mentire, questa è una pista favorevole alla Mercedes, sulla carta. Ma le prestazioni che abbiamo realizzato in Belgio sono promettenti. E qui, in teoria, è più facile superare». Proprio il sorpasso a Lewis Hamilton è l'unica ciliegina che è mancata sulla torta di una gara in cui pure la Ferrari si è dimostrata la macchina più veloce in termini di passo gara: «Non mi sono risparmiato, ho dato il massimo e gli sono rimasto attaccato, anche se non c'è stata la battaglia ruota a ruota è stata comunque una corsa intensa – prosegue Seb – Il team ha imparato qualcosa da quell'esperienza e anche io, come pilota. Con il senno di poi mi comporterei diversamente, anche se in quel momento mi sembrava la cosa giusta». E se poi la vettura tedesca, nel tempio della velocità, mantenesse comunque un piccolo vantaggio, ci penserà il fattore campo a rimediare: «Il sostegno dei tifosi conta eccome – ammette – Vedremo domani quante persone si presenteranno sulle tribune, ma già oggi ho visto molti più appassionati e molte più bandiere che in tutti gli altri tracciati. Questa è una gara speciale per tutto il team, dobbiamo godercela, e lo è anche per me: qui vinsi il mio primo GP nel 2008. Mentre passeggiavo lungo il nastro d'asfalto stamattina con il mio ingegnere di pista Riccardo Adami mi tornavano in mente quelle immagini. Anche all'epoca lavoravo con lui e montavo un motore Ferrari...».

...e il peso della storia
Seduto proprio al centro del tavolo dei piloti nella sala stampa dell'Autodromo, Vettel ascolta le domande dei giornalisti con il volto leggermente deformato da un grugno, che però stavolta non è di insoddisfazione, ma di concentrazione. I suoi occhi azzurri, freddi e affilati come lame, sono puntati davanti a lui, oltre la gara di domenica, dritti all'obiettivo finale: il titolo mondiale. «Sono stato fortunato a vincere tanto in passato – confessa il quattro volte campione del mondo – Ma quella sensazione è come una droga, la vuoi riprovare ancora, specialmente adesso che è passato tanto tempo dall'ultima volta. E poi è sempre diversa: come ci si senta a vincere il campionato con la Ferrari non lo so, ma intendo scoprirlo». Se ci riuscisse proprio nell'anno del settantesimo anniversario della casa di Maranello... «Alla Ferrari sono legati tutti i miei ricordi d'infanzia – conclude Seb ritrovando finalmente il suo solito sorriso smagliante – Anche quando giocavo con le macchinine facevo sempre vincere quella rossa. Ero un grande ammiratore di Michael e, quando mi portò per la prima volta nel suo garage, nel 2003, fu un momento magico. Se non siete mai saliti su una Ferrari, vi consiglio di farlo: ci sono tante macchine sportive nel mondo, ma quando si accende il motore di una Rossa è una sensazione unica. Quella che provo io, una volta ogni due settimane...».

Vettel passeggia con il suo team per il circuito brianzolo
Vettel passeggia con il suo team per il circuito brianzolo (Ferrari)