3 marzo 2024
Aggiornato 16:30
MotoGP | Gran Premio di Gran Bretagna

Valentino Rossi ci crede, poi cede: ma ritrova la sua Yamaha (e il podio)

Il Dottore schizza in testa al via, va in fuga, ma negli ultimi giri come aveva previsto subisce la crisi della gomma posteriore: «Alla fine sono contento, perché il terzo posto era il mio obiettivo». Il lato più positivo, però, arriva dalla competitività della sua moto, migliorata dopo gli scorsi test

Valentino Rossi sul podio del Gran Premio di Gran Bretagna
Valentino Rossi sul podio del Gran Premio di Gran Bretagna Foto: Michelin

SILVERSTONE – Ci ha creduto davvero Valentino Rossi. E pazienza se il cervello gli continuava a ripetere quello che lui stesso aveva ammesso ieri: impossibile andare oltre il terzo posto, su questa pista. Quando il Dottore è scattato a molla dalla prima fila ed è andato a prendersi il comando della gara dal suo grande rivale Marc Marquez, a quel punto si è fatto strada dentro di lui il sogno di una nuova vittoria, proprio nel Gran Premio numero 300 della sua carriera in classe regina. Ed è andato in fuga, là davanti a tutti, come raramente gli è capitato di fare in passato, anche nei momenti migliori: «Sinceramente, a cinque giri dalla fine, pensavo di potercela fare», confessa dopo il traguardo il fenomeno di Tavullia.

Calo finale
Ci hanno pensato le gomme a riportarlo bruscamente alla realtà. Quelle gomme che già dopo le qualifiche si era chiesto se potessero accompagnarlo fino alla bandiera a scacchi. «Ero un po' preoccupato perché sapevo che avrei fatto fatica negli ultimi giri – spiega il nove volte iridato – Purtroppo ho dovuto rallentare un po' troppo, e Dovi e Maverick mi hanno superato. Ho dato comunque il massimo, due o tre volte sono arrivato in curva senza sapere se sarei riuscito a frenare, ma è stato frustrante, perché non andavo abbastanza forte per tentare di ripassarli. Alla fine, però, sono contento, perché il terzo posto era il mio obiettivo».

La Yamaha c'è (di nuovo)
Rossi ritrova dunque il podio e anche la sua Yamaha, dopo un periodo di profonda delusione per la mancata crescita tecnica della moto. «È andata bene. Dopo i test di Misano abbiamo fatto un bel passo avanti. Spero di migliorare per il finale di campionato e battagliare con Dovizioso. Siamo tutti vicini, mancano sette gare e può succedere di tutto, anche se per il titolo la vedo oscura. Il mio obiettivo è fare gare così». E che la M1 sia tornata competitiva lo dimostra anche il secondo posto del suo compagno di squadra Maverick Vinales, giunto solo sei decimi davanti a lui: «Mi è stato davanti perché soffre di meno il degrado del posteriore, per via della sua corporatura, piuttosto che per le caratteristiche della gomma. Secondo me le tre Michelin sono abbastanza simili nelle prestazioni». Tanta carica, insomma, in vista della sua gara di casa di Misano, tra due settimane: «Mi piace, ma tutte quelle che mancano sono gare bellissime».