15 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Mistero in Ferrari: Marchionne caccia il papà dei motori

L'indiscrezione è filtrata da Maranello sulle pagine dei giornali: il presidente in persona avrebbe allontanato dal suo incarico Lorenzo Sassi, il progettista del super propulsore ibrido che è riuscito ad eguagliare la potenza dei mostri della Mercedes. Un licenziamento apparentemente senza motivo

La Ferrari di Sebastian Vettel esce dai box
La Ferrari di Sebastian Vettel esce dai box Ferrari

ROMA – Un giallo accompagna la vigilia del Gran Premio d'Austria in casa Ferrari: stando alle indiscrezioni filtrate da Maranello e pubblicate sulle pagine de Il Giornale, infatti, proprio pochi giorni fa il presidente Sergio Marchionne in persona avrebbe deciso di cacciare Lorenzo Sassi. Alla maggior parte dei tifosi il suo nome non dirà molto, ma questo non deve sorprendere: era stato lo stesso Marchionne, infatti, ad imprimere questa svolta al reparto tecnico della Rossa non più tardi di un anno fa. Via i blasonati e superpagati ingegneri stranieri, a partire dall'ex direttore tecnico James Allison, e spazio ai giovani talenti di casa nostra, sconosciuti e inesperti, ma che si erano messi in luce percorrendo tutti i gradini della loro carriera all'interno della Scuderia. È stato proprio questo gruppo di lavoro a consentire al Cavallino rampante di riprendersi prontamente dalla disastrosa stagione 2016 e di portarsi in testa al Mondiale di Formula 1 fin dall'inizio di questa nuova annata.

Cacciata sorprendente
E Sassi, per l'appunto, era uno di loro: il progettista dei motori, nominato in questo ruolo ancora dall'ex presidente Luca Cordero di Montezemolo nel 2014, all'epoca dell'inizio dell'epoca ibrida dominata dalla Mercedes. È stato grazie a lui, nonché al suo superiore Mattia Binotto (poi promosso alla direzione tecnica al posto dello stesso Allison), che il propulsore si è trasformato da tallone d'Achille a principale punto di forza della monoposto italiana, raggiungendo livelli di potenza all'altezza dei rivali di Stoccarda che solo fino a qualche mese fa parevano inarrivabili. Ed è proprio per i successi ottenuti sotto la sua gestione che l'inaspettata decisione del numero uno della Ferrari sorprende ancora di più: perché rimuoverlo dal suo incarico, senza spiegazioni e proprio nel bel mezzo di una corsa al titolo iridato? Potrebbe trattarsi di un segnale inquietante, del sintomo che dietro le quinte delle vittorie rosse si nasconda in realtà un'atmosfera fatta di rapporti tesi tra i vertici della squadra. Oppure di un'altra intuizione del presidente, come la rivoluzione dei quadri ingegneristici di dodici mesi fa che, nonostante gli scetticismi iniziali, in prospettiva ha dimostrato di portare i suoi frutti. Per valutarne gli sviluppi futuri bisognerà attendere. Per ora questa cacciata è stata accolta dalla maggior parte degli addetti ai lavori come un autentico fulmine a ciel sereno. «Dovete chiedere ai piani alti», ha svicolato le domande scomode dei giornalisti Sebastian Vettel. Un mistero, insomma, che rischia di turbare la fase più delicata del Mondiale della Ferrari.

Il progettista dei motori Lorenzo Sassi
Il progettista dei motori Lorenzo Sassi (Ferrari)