18 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Sebastian Vettel, basta colpi di testa: ora rischi la squalifica

Il pilota della Ferrari non si può permettere altri falli di reazione come quello di domenica a Baku: nel prossimo GP in Austria, infatti, sarà sotto la lente d'ingrandimento dei commissari. Sulla sua patente sportiva gli restano solo altri tre punti: se perdesse anche quelli, dovrebbe saltare una gara

Sebastian Vettel nel paddock di Baku
Sebastian Vettel nel paddock di Baku Ferrari

ROMA – Lo stop&go di dieci secondi inflittogli a caldo dai commissari, mentre il Gran Premio dell'Azerbaigian era ancora in corso, è già costato caro a Sebastian Vettel, che proprio per colpa di quella sanzione si è visto sfuggire una probabile vittoria. Ma la ruotata rifilata dal ferrarista a Lewis Hamilton potrebbe ancora avere conseguenze molto più gravi ai suoi danni, anche a due settimane di distanza. Oltre alla fermata obbligatoria supplementare ai box, infatti, la direzione gara ha punito il campione tedesco anche togliendogli tre punti sulla sua patente sportiva. Di per sé, non sarebbe un grosso dramma, se non fosse che Seb non è certo nuovo a colpi di testa di questo genere: anzi, è recidivo, tanto che, nel corso degli ultimi dodici mesi, di punti ne aveva già persi altri sei, in virtù di episodi analoghi.

Disastro sfiorato
Ciò significa che, del bottino di dodici che viene assegnato in partenza alla patente a punti di ciascun pilota, ora a Vettel ne rimangono solo tre. Basterebbe soltanto un altro fallo di reazione come quello di domenica scorsa per raggiungere quota zero, e in quel caso la penalità conseguente è sancita in automatico dal regolamento, senza lasciar spazio a dubbi: la squalifica per un Gran Premio. Quella squalifica che, peraltro, ha rischiato seriamente di vedersi rifilare direttamente già a Baku. Se non fosse che, per sua fortuna, i giudici non avrebbero rinvenuto la pistola fumante: la prova certa che la sua speronata alla Mercedes fosse stata intenzionale.

Cartellino giallo
Eppure, se su questo fronte nell'ultima gara l'ha fatta franca (o quasi), nel prossimo GP in Austria il portacolori della Ferrari si ritroverà inevitabilmente nello scomodo ruolo di osservato speciale, piazzato sotto la lente d'ingrandimento della direzione gara. Dunque, dovrà guidare con un'attenzione ancora maggiore del solito, evitando non solo altre plateali manifestazioni di nervosismo, ma anche semplici incidenti. La perdita degli ultimi tre punti, e dunque la sospensione per una gara, configurerebbe infatti uno scenario drammatico, perché darebbe ad Hamilton (che oggi ha soli 14 punti di distacco in classifica generale) la possibilità di riportarsi in testa al Mondiale in assenza del suo rivale. Per sua fortuna, comunque, la diffida che pende sulla testa di Vettel durerà per un solo weekend. Dal successivo, in programma a Silverstone, infatti, è previsto l'abbuono dei punti decurtati un anno prima, e quindi il margine per non perdere la patente tornerà a crescere. Sempre che il quattro volte iridato ritrovi nel prossimo futuro almeno un pizzico della sua teutonica freddezza.