8 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

La Mercedes grida al complotto italiano: «Pirelli favorisce la Ferrari»

Lo si è capito anche domenica a Montecarlo: le Frecce d'argento fanno molta più fatica delle Rosse a sfruttare le nuove gomme. Ma, secondo il team principal Toto Wolff, questo non dipende dalle colpe dei tedeschi, bensì da un'improbabile alleanza tra i due marchi tricolori

ROMA«Un mistero italiano». Così Toto Wolff definisce il matrimonio perfetto tra le gomme Pirelli e la Ferrari: il principale punto di forza dell'ultima nata del Cavallino rampante, che le ha consentito di vincere tre delle prime sei gare e di dominare, fino a questo punto, il Mondiale di Formula 1. Lo si è visto anche domenica a Montecarlo: le due Rosse, in un paio di giri, avevano già portato gli pneumatici alla giusta temperatura, quella che permetteva di raggiungere le prestazioni ideali, mentre le Mercedes facevano molta più fatica. Un problema di progettazione della nuova Freccia d'argento, verrebbe da pensare. Ma al team principal tedesco fa più comodo invece urlare al complotto: «Dobbiamo solo capire perché la Ferrari sia in grado di gestire queste condizioni e noi no – ha sbottato domenica sera – Dopo la gara ho fatto una breve chiacchierata con Lewis e gli ho deto: 'Ti è sembrato che l'aderenza fosse tornata?'. Lui mi ha risposto di sì. Il motivo rimane un mistero italiano». Insomma, secondo il boss dei campioni del mondo in carica sarebbe la Pirelli, fornitrice unica del campionato del mondo, a garantire un trattamento preferenziale ai suoi connazionali di Maranello.

Il gommista risponde
Una versione fantasiosa, che più che una reale ingiustizia ai danni della Mercedes sembra testimoniare tutta la tensione che si respira all'interno del box tedesco. A respingere al mittente quest'accusa più o meno diretta ai danni del gommista milanese, del resto, ci ha pensato a stretto giro lo stesso vice presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera: «Le gomme sono uguali per tutti – ha ribadito con chiarezza al programma radiofonico La politica nel pallone – Forse la Mercedes veniva da grandi successi e ora vede la strada in salita, ma arriveranno anche loro. Però, con tecnici seri che hanno lavorato come una squadra, la Ferrari ha fatto qualcosa che nessuno si aspettava, bisogna dare onore al merito e si deve essere soddisfatti per il lavoro di una squadra italiana». Semmai, la vera mancanza della Stella a tre punte sembra essere stata quella di aver affidato, l'anno scorso, le prove di sviluppo delle nuove gomme al collaudatore Pascal Wehrlein e al ritirato Nico Rosberg, invece che a Lewis Hamilton, mentre la Scuderia schierava in forze i suoi due titolari Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. «C’è stato un lavoro serissimo da parte di Vettel e della Ferrari – ammette Tronchetti Provera – Vettel è sempre stato pronto, con umiltà, a provare, quando altri erano meno disponibili e i risultati sono il frutto di tanto lavoro appassionato da parte di una squadra che ha fatto tutto per vincere». Altro che complotto...