4 giugno 2020
Aggiornato 17:30
MotoGP | Mugello

Il primario gela l'entusiasmo di Valentino Rossi: «Non è pronto per tornare in moto»

Anche se il Dottore è stato dimesso già ieri dall'ospedale ed è potuto rientrare a casa a sole ventiquattr'ore dal ricovero, il dottor Giannicola Lucidi, numero uno del reparto di ortopedia nonché suo amico personale, rimane realista: «Per ora non può allenarsi, vedremo nei prossimi giorni»

Valentino Rossi nel box Yamaha
Valentino Rossi nel box Yamaha Diario Motori

RIMINI - Le sue dimissioni dall'ospedale e il ritorno a casa in appena ventiquattr'ore avevano fatto ben sperare Valentino Rossi e i suoi in una pronta guarigione del Dottore dalle lievi lesioni al fegato e ai reni che aveva riportato a causa del trauma toracico e addominale di cui è stato vittima nella caduta durante un allenamento con la moto da cross a Cavallara, nel pesarese. Ma a smorzare i facili entusiasmi, riportando al realismo il suo entourage, ci pensa oggi il dottor Giannicola Lucidi, primario di ortopedia nel nosocomio Infermi di Rimini, dove è stato ricoverato il nove volte iridato, nonché suo amico personale: «Non è ancora pronto per tornare in pista, non possiamo dire quando riprenderà gli allenamenti».

Va controllato nei prossimi giorni

Una frase che ha fatto gelare il sangue a tutti i suoi appassionati: se, a una sola settimana dal Gran Premio d'Italia, infatti, il fenomeno di Tavullia dovrà sospendere la sua preparazione, esiste ancora il serio rischio che al Mugello non potremo vederlo in pista. Sul punto, però, è lo stesso medico a non volersi ancora esprimere: «Non ho detto questo, ma va controllato, va monitorato nei prossimi giorni - sospende il giudizio, intervistato ai microfoni di Mediaset - A questa domanda non riesco a rispondere perché potrebbe stupirci: da tifoso spero, come medico dobbiamo vedere».

Esami rassicuranti

Sull'altro piatto della bilancia, a far ben sperare sono stati i rapidi miglioramenti mostrati dal pilota della Yamaha mentre era sotto osservazione al reparto rianimazione, oltre alla sua ben nota fibra che già in passato gli ha consentito di guarire prima del previsto dagli infortuni: «Ci ha fatto prendere un bello spavento, speriamo si rimetta in fretta - prosegue il chirurgo - Quando è arrivato in ospedale era molto sofferente, molto provato, assolutamente molto addolorato. Ma lui è una persona un po' sopra le righe, come la conosciamo, e il dolore il giorno dopo era già passato al 90%. Questo ci ha tranquillizzato e gli esami che sono stati fatti hanno permesso di determinare che la situazione si era stabilizzata e di escludere delle lesioni gravissime. Il fatto che sia migliorato è un'ottima cosa, però siamo ancora in una situazione in cui non va sottovalutato nessun aspetto del suo quadro clinico».

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