25 maggio 2022
Aggiornato 02:30
La vittoria numero 500 nella storia Yamaha è sua

Maverick Vinales affonda Valentino Rossi: il più giovane batte il più vecchio in una gara di maturità

A Le Mans, Top Gun ha fatto qualcosa di più che tornare alla vittoria dopo due gare negative e riportarsi in testa al Mondiale. Ha sconfitto il pilota più furbo della MotoGP in una sfida di furbizia. Mettendogli pressione addosso all'ultimo giro e costringendolo ad un rarissimo errore

LE MANS – Non c'è che dire: la pista di Le Mans porta proprio bene a Maverick Vinales. Qui, nel 2011, colse la sua prima vittoria in classe 125: aveva esordito nel Motomondiale solo da quattro Gran Premi. Sempre qui, un anno fa, riportò la Suzuki su quel podio da cui non saliva da tantissimi anni. E ancora qui, oggi, ha colto il successo numero 500 nella storia della Yamaha. Un traguardo storico, che cancella in un soffio il disastro di due settimane fa a Jerez per la casa di Iwata. Ma, soprattutto, una dimostrazione di forza disarmante per un pilota appena 22enne, che lo proietta in testa al Mondiale con ben diciassette punti di vantaggio su Dani Pedrosa, ventitré su Valentino Rossi e addirittura ventisette su Marc Marquez, il suo conterraneo e rivale di una vita.

Una vittoria da grande
Basterebbero questi numeri impressionanti a restituire la misura di un trionfo pesante, un primo gancio destro da ko alle ambizioni iridate di tutti gli avversari diretti, quando sono passate appena cinque gare dall'inizio di questa stagione che lo vedeva imprevedibilmente come favorito della vigilia. Ma ancor più incredibile è il modo in cui Top Gun si è involato come un jet verso la bandiera a scacchi di Le Mans. Partito dalla pole, dopo aver ceduto per qualche giro nelle fasi iniziali il comando delle operazioni all'idolo di casa Johann Zarco, era tornato in testa dominando gran parte della gara. Ma è stato proprio sul finale, dopo che il suo compagno di squadra Valentino Rossi, in quel momento chiaramente più veloce, lo ha infilato a due giri dal traguardo, che il catalano ha costruito il suo capolavoro. «Quando Valentino mi ha superato si è subito creato un margine di vantaggio, un cuscinetto di sicurezza – racconta alla tv inglese Bt Sport – E i tempi sul giro erano così simili che per me era difficile recuperare di nuovo. Ho dato il massimo, ritardato al limite ogni frenata. Mi sono detto: 'Devi fare un primo e un secondo intermedio perfetti, per cercare di attaccarlo all'ultima curva'. Questo era il mio piano».

Senza errori
Invece, all'inizio dell'ultimo giro, quando aveva quattro decimi di ritardo dal Dottore, Maverick si è visto piovere dal cielo un regalo inaspettato: sotto la pressione del suo vicino di box, il fenomeno di Tavullia ha commesso ciò che raramente gli capita, un errore, arrivando largo alla curva Garage Vert. «Quando l'ho visto non mi sono fatto sfuggire l'opportunità – prosegue Vinales – E ho spinto al 200% per cercare di scappare via». Innervosito, senza riuscire a trattenere l'irresistibile volata del suo avversario, Vale ha provato il tutto per tutto. Ma, alla curva 11, ha chiesto troppo alla sua Yamaha ed è caduto. Gara finita. Il più giovane della MotoGP ha battuto il più vecchio. Il pilota più maturo e furbo del Mondiale è stato battuto in una gara di maturità e di furbizia. «L'ultimo giro è stato incredibile – analizza ancora il vincitore, con una freddezza che sarebbe incredibile, se non avessimo ormai imparato a conoscerla come parte integrante del suo carattere – Alla curva 13 credevo di averlo ancora dietro, quindi ho chiuso tutti gli spazi possibili. Ma ho comunque staccato il mio giro migliore proprio all'ultimo, ed è arrivata anche la vittoria. Sono contentissimo, perché dopo due gare disastrose torno al successo». Con un doveroso ricordo finale: «Lo dedico a Nicky Hayden, voglio rivederlo qui tra di noi e gli faccio il mio in bocca al lupo». Non ha lasciato proprio nulla al caso, oggi, Maverick Vinales. Né in pista, né fuori.