20 settembre 2019
Aggiornato 22:00

Alonso non correrà il GP di Montecarlo: «Preferisco la 500 Miglia di Indianapolis»

Il campione spagnolo abbandonerà (per una gara) la Formula 1 per volare al di là dell'Atlantico, dove affronterà la sfida inedita della gara più leggendaria dell'automobilismo americano. Si sta preparando un futuro fuori dal Mondiale?

Fernando Alonso
Fernando Alonso

ROMA – La Formula 1 non gli dà più soddisfazioni? Allora Fernando Alonso le cercherà in America. Proprio nel bel mezzo dell'ennesimo inizio di stagione deludente per il campione asturiano alla McLaren (due ritiri nei due Gran Premi inaugurali, tormentati da continui problemi al motore Honda) arriva l'annuncio più inaspettato: Alonso salterà il prossimo Gran Premio di Montecarlo per partecipare alla 500 Miglia di Indianapolis, la più leggendaria delle corse automobilistiche al di là dell'Atlantico. «Una delle gare più famose del calendario motoristico mondiale – commenta entusiasta il pilota spagnolo – alla pari solo con la 24 Ore di Le Mans e il GP di Montecarlo. E ovviamente mi dispiace di dover saltare quest'ultima gara», che è in programma però proprio nella stessa domenica della Indy 500. E pazienza se proprio le strette e tortuose stradine del Principato, dove i limiti del suo propulsore sono destinati ad emergere di meno, avrebbero potuto concedere a Nando la migliore chance di ben figurare in Formula 1. Era troppa la voglia di affrontare un'esperienza inedita: «Non ho mai guidato prima una IndyCar, né ho girato su un ovale, ma confido di adattarmi in fretta – prosegue – Ho visto tante gare americane in tv e ho capito che serve grande precisione per correre nel mezzo di tante altre macchine a 350 km/h».

Sfida d'altri tempi
La monoposto affidata all'ex ferrarista sarà quella del team di Michael Andretti, a sua volta ex pilota della McLaren nonché figlio dello storico campione del mondo Mario, ma ridipinta con il colore arancio della McLaren, che già negli anni '70 corse e vinse in due occasioni, guidata da Johnny Rutherford, la 500 Miglia. «So che sarà un apprendistato difficile, ma volerò a Indianapolis immediatamente dopo il Gran Premio di Spagna e proverò la macchina dal 15 maggio in poi – spiega – Spero di poter fare molti giri al giorno e di raccogliere esperienza e informazioni dall'ottimo staff della squadra». Comunque vada a finire, sarà una sfida affascinante, d'altri tempi: uno dei migliori piloti dell'automobilismo europeo che si mette in gioco fuori casa, su un terreno a lui sconosciuto e contro gli specialisti statunitensi della categoria. Una storia ancora tutta da scrivere e che, chissà, potrebbe aprirgli delle nuove prospettive nel caso in cui non trovasse il posto che merita in un top team di F1 alla scadenza del suo attuale contratto con la McLaren, a fine anno. Resta solo da definire il nome del suo sostituto nel GP di Montecarlo, anche se il più probabile è quello di Jenson Button, titolare della scuderia inglese fino alla passata stagione e oggi riserva di lusso, collaudatore e testimonial.

La McLaren di Johnny Rutherford che corse la 500 Miglia di Indianapolis nel 1976
La McLaren di Johnny Rutherford che corse la 500 Miglia di Indianapolis nel 1976 (McLaren)