7 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Disastro Ducati, questo Lorenzo non è da Mondiale: «Mesi di test buttati»

Mentre le Desmosedici satellite di Karel Abraham e del nostro Danilo Petrucci conquistano le prime due file, Andrea Dovizioso è solo undicesimo e Jorge addirittura sedicesimo: «Abbiamo sbagliato tutto nella posizione di guida»

Jorge Lorenzo in azione in Argentina
Jorge Lorenzo in azione in Argentina Ducati

TERMAS DE RIO HONDO – Va bene, non è certo colpa della Ducati se oggi ha piovuto. E Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo non sono stati gli unici big a ritrovarsi, per questo motivo, a dover passare dalla tagliola della fase eliminatoria. Ma, mentre Valentino Rossi e Dani Pedrosa, seppur con fatica, sono riusciti a superarla, per i due ducatisti le qualifiche sono invece finite lì: tredicesimo Desmodovi, addirittura sedicesimo Por Fuera. «Il motivo? Nel mio secondo tentativo mi sono ritrovato una gomma troppo morbida che, man mano che la pista si asciugava, si muoveva troppo – racconta il pilota forlivese – Sono molto deluso, perché su questa pista partire dalle prime due file è molto importante, visto che sorpassare non è facile e noi non andiamo particolarmente forte. Spero di poter migliorare un po' la nostra velocità nel warm up sull'asciutto, perché la terza o quarta posizione non è poi così lontana».

La svolta di Lorenzo
Il suo compagno di squadra, con questa sesta fila, continua la striscia negativa da quando è salito sulla Desmosedici, iniziata con l'undicesimo posto nel GP del Qatar. Eppure un barlume di luce in fondo al tunnel il campione maiorchino lo vede: forse ha capito qual era il problema. «Quando ho guidato per la prima volta questa moto, l'anno scorso a Valencia, l'ho trovata molto alta rispetto alla Yamaha, volevo il sellino un po' più basso – racconta – E questo, con il senno di poi, è stato un errore: ci ha fatto prendere la strada sbagliata e buttar via molti mesi di test. Ma oggi abbiamo fatto una modifica alla posizione di guida che, insieme ad altre che faremo in futuro, riporterà il peso sull'anteriore e dovrebbe migliorare il mio feeling, permettermi di stare più vicino agli avversari». Cambierà qualcosa già dalla gara di domani? «Di sicuro questo weekend sono riuscito a fare più giri di fila, facendo meno sforzi fisici e con molta più confidenza. Continuando con questa ergonomia della moto mi stancherò di meno e il passo sarà più costante. Mi aspetto di essere più veloce sul finale di gara rispetto al Qatar».

Danilo Petrucci ai box della Pramac
Danilo Petrucci ai box della Pramac (Michelin)

Petrucci migliore degli italiani
L'ottimismo di Jorge, però, non cambia la dura realtà. Che vede oggi le due Rosse ufficiali battute da quelle satellite: dalla moto vecchia di due anni di Karel Abraham, secondo, e anche da quella di Danilo Petrucci, che con lo stesso modello di Dovizioso e Lorenzo ha centrato la quarta piazza. «Sono contento di questo risultato anche se mi sarebbe piaciuto conquistare la prima fila – commenta il ternano del team Pramac – Sapevo che era un obiettivo alla portata, con condizioni della pista difficili ma che mi consentono comunque di esprimermi bene. La gara? Questo circuito mi piace molto, mi sento a mio agio. Sarà importante fare una buona partenza. Ci sono i presupposti per fare bene e se devo essere onesto, il mio obiettivo è quello di finire tra i primi 8».