17 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
Il polacco guiderà di nuovo una monoposto sette anni dopo?

Robert Kubica di nuovo in F1 dopo l'incidente? «Ritorno più vicino che mai»

Il pilota polacco, il cui possibile approdo alla Ferrari fu vanificato dal terribile schianto in un rally che troncò la sua carriera nel Mondiale, oggi ci riprova: «Il capitolo non è chiuso, forse un giorno la mia pazienza sarà ricompensata»

Robert Kubica con un trofeo nei rally
Robert Kubica con un trofeo nei rally Red Bull

ROMA – Era lanciato con la velocità di un treno in corsa sui binari di una carriera promettente in Formula 1. Aveva vinto il suo primo Gran Premio con la Bmw Sauber, era salito sul podio con la Renault. E a lui, grazie anche all'amicizia con Fernando Alonso, si era interessata perfino la Ferrari, per offrirgli un sedile in futuro. Poi, il momento che ha cambiato per sempre la sua vita, durante un rally a cui stava partecipando quasi per gioco, d'inverno, in Liguria: la macchina che finisce fuori strada, si schianta contro un guard rail, quasi amputandogli un polso. Da quel giorno, il pilota polacco, oggi 32enne, ha una mobilità limitata al braccio e alla mano, ma la sua passione per i motori non si è spenta: anzi, ha cominciato una lenta ma ostinata marcia di riavvicinamento alla Formula 1. Prima tornando nel mondo delle corse, anche se su sterrato, con il Mondiale Rally. Poi, riprendendo la via della pista, con i prototipi di classe Lmp1, con i quali disputerà quest'anno anche la 24 Ore di Le Mans. E così, ecco che un potenziale rientro nella categoria regina dell'automobilismo oggi non sembra più un sogno così irraggiungibile. Anzi. «Non sto pensando al ritorno, per ora, ma quello della Formula 1 non è un capitolo chiuso per me – ha dichiarato nei giorni scorsi al quotidiano polacco Gazeta Wyborcza – Anzi, oggi è molto più probabile di quanto fosse due anni fa. Forse un giorno la mia pazienza sarà ricompensata. Ma finché non ci sarà la certezza, non dirò niente». Probabilmente pensare di rivederlo al via di un Gran Premio è troppo, ma un test, magari proprio al volante di quella Ferrari a cui era stato così vicino, lui che è anche un po' italiano d'adozione... Sarebbe il finale perfetto di una storia sfortunata che si è trasformata in una favola di coraggio e tenacia. Quello per cui fanno il tifo anche i tanti appassionati che non lo hanno mai dimenticato.