11 dicembre 2019
Aggiornato 18:30

Un collaudatore d'eccezione per la Honda 2017: Sete Gibernau

L'ex vicecampione del mondo e grande rivale di Valentino Rossi, oggi coach di Dani Pedrosa, è stato richiamato in pista dalla casa giapponese per qualche giro di collaudo sulla nuova moto a Jerez, il giorno prima dei due titolari

Sete Gibernau
Sete Gibernau ANSA

JEREZ DE LA FRONTERA – Dani Pedrosa e Marc Marquez (quest'ultimo, fra l'altro, riportando anche una dislocazione della spalla) non sono stati gli unici due piloti a scendere in pista in sella all'ultimo modello della Honda RC213V nei test privati della scorsa settimana a Jerez. Colpa del meteo, che ha impedito di svolgere il programma previsto al venerdì, la prima delle due giornate prenotate dalla casa giapponese sul circuito spagnolo. Per non sprecare uno dei preziosi cinque giorni di prove concessi da regolamento ai piloti titolari durante l'anno, infatti, la Hrc ha preferito lasciarli ai box, facendoli dunque girare solo al sabato. Ma, visto che le moto erano comunque state già allestite nel garage e che bisognava almeno controllare che funzionassero regolarmente, il team ha deciso ugualmente di compiere qualche rapido giro di installazione. E, non potendo schierare né Marquez né Pedrosa, ha richiamato in pista un volto noto che non saliva su una MotoGP dall'ormai lontano 2009: Sete Gibernau.

Non solo semplice consulente
L'ex vicecampione del mondo conosce bene la Honda, avendoci corso per tante stagioni, comprese quelle delle lotte iridate con Valentino Rossi. E quest'anno è tornato a tempo pieno a libro paga del colosso nipponico, nel nuovo ruolo di coach per il suo amico e connazionale Pedrosa. Così, a 44 anni, si è ritrovato per le mani, per puro caso, l'occasione di risalire, seppure solo per qualche minuto, alla guida di una moto da Gran Premio di ultima generazione. Un semplice momento di test si è trasformato dunque in una grande soddisfazione per l'ormai ex pilota iberico e in una curiosità che ha stuzzicato gli appassionati che seguono il motociclismo da più decenni. La squadra, invece, dal canto suo con questa strategia (analoga a quella adottata l'anno passato nelle prove di Misano quando affidò l'incombenza al giovane Alex Marquez, fratello minore di Marc) è riuscita a utilizzare solo uno dei cinque giorni di prove private che potrà svolgere nel corso della stagione, uno in meno di quelli già visti sfumare dai diretti rivali della Yamaha, per via delle due giornate compiute da Rossi e Vinales nel novembre scorso a Sepang.